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Lettera di Franco Frattini a “Giovani Talenti”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL CONTRIBUTO DEL MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCO FRATTINI SUL TEMA DELL’EMIGRAZIONE DEI GIOVANI PROFESSIONISTI ITALIANI. FRATTINI E’ STATO OSPITE DELLA PUNTATA DI “GIOVANI TALENTI” DI SABATO 12 GIUGNO. IL MINISTRO HA SCRITTO QUESTO CONTRIBUTO IN ESCLUSIVA PER IL BLOG DI “GIOVANI TALENTI”.

“All’idea che qualche nostro giovane sia costretto a lasciare l’Italia perché il suo talento – se ne dispone, beninteso – trovi occasioni e modo di esprimersi, è giusto ribellarsi. Bruciano in particolare le considerazioni a cui ci obbligano periodicamente le storie di ricercatori affermatisi all’estero e che – volendo rientrare in Italia – trovano chiuse tutte le porte della ricerca. Per questo motivo in questa materia così sensibile – perché mette a nudo la cura nazionale dei nostri giovani, l’attenzione al loro futuro che è il futuro di tutti, nazionale – dobbiamo vigilare. Ogni storia negativa di fughe di giovani cervelli mette in gioco, infatti, in un colpo solo, l’idea di un’Italia in cui il merito prevalga sulla “raccomandazione” o sui “cognomi d’arte”, e il sentimento di quella particolare uguaglianza che le società liberali presidiano, anche per contrastare le disuguaglianze provocate dalla lotteria delle nascite. Ma accanto a tutto ciò dobbiamo anche guardare, con atteggiamento positivo, a chi lascia l’Italia magari alla ricerca di quel “dove” possa trovare le migliori condizioni per vincere la sfida personale e individuale per l’affermazione di sé. La dimensione globale che abitiamo conosce un va e vieni continuo, quasi una condizione pendolare tra le sponde degli oceani ed i paesaggi più lontani che non è necessariamente negativa. Al contrario fa ormai parte del bagaglio dell’esperienza necessaria a competere nel mercato delle risorse umane. L’importante semmai è costruire qui da noi situazioni attrattive perché i giovani italiani possano, rientrando, trovare condizioni nuove e migliori: anche assieme a giovani di altre parti del mondo che vengano a comporre in Italia il mosaico di un’immigrazione che può anche non essere l’immigrazione della povertà e del bisogno che abbiamo fin qui conosciuto”.

FRANCO FRATTINI

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