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Chiarimenti sulla legge Controesodo

BOTTA E RISPOSTA TRA UN’ASCOLTATRICE DI “GIOVANI TALENTI” E IL TEAM DI CONTROESODO, SU BENEFICI E DESTINATARI DELLA LEGGE SUGLI INCENTIVI AL RIENTRO DEI PROFESSIONISTI “UNDER 40”, VARATA A FINE DICEMBRE.

Scrive Alice da Legnano:

“Stavo seguendo la trasmissione di oggi, devo ammettere un po’ distrattamente, quando mi si sono rizzate le orecchie: il contributo al rientro delle donne è quotato al 20% del salario preso, e quello dei maschi al 30%? Sogno o son desta?  E c’è un contributo di 10.000 euro per le donne e di 20.000 per i maschi? Ho capito bene? Ma siamo impazziti? Una istituzione dello Stato che certifica nero su bianco che il lavoro femminile vale di meno di quello maschile? Cosa racconto a mia figlia che si diplomerà a giugno? Viviamo proprio nel paese dei gamberi… Io sono un “vecchio” talento (femmina), espulso dall’industria farmaceutica, che ora non trova più occupazione adeguata, né alcun riconoscimento delle passate glorie (brevetti, pubblicazioni, conoscenza dell’inglese), neppure presso le istituzioni scolastiche. Riesco a fare l’insegnante di chimica, matematica, persino di sostegno, solo qualche mese all’anno, in coda dietro ai neolaureati….”

Risponde il Team di Controesodo:

“Gentile dottoressa,

innanzitutto grazie per aver mostrato interesse verso la legge c.d. Controesodo. Mi fa piacere chiarirle che la legge regola il beneficio fiscale esattamente nella direzione da lei auspicata: gli uomini avranno infatti uno sconto fiscale del 70%, mentre per le donne lo sconto sarà dell’80%. In pratica, saranno favorite le donne e non gli uomini. Purtroppo, il tecnicismo della materia fiscale ha generato diversi fraintendimenti nella fase divulgativa del provvedimento. La legge dice che il reddito prodotto al rientro in Italia concorre alla formazione della base imponibile nella misura del 30% per gli uomini e del 20% per le donne. In altre parole, ciò significa che i ricavi dell’attività svolta al rientro in Italia saranno tassati solo in parte, con una misura più favorevole per le donne. L’intenzione di chi ha promosso la legge è stata proprio quella di voler colmare il gender gap, presente anche nel mercato del lavoro italiano. Mi auguro con questa spiegazione di aver chiarito i suoi dubbi. Ad ogni modo, qualora avesse bisogno di ulteriori chiarimenti, la invito a contattarci su questo blog o direttamente sul sito www.controesodo.it”.

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