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“Gli Ordini? Aboliamoli…”

A conclusione dell’estate vi proponiamo i risultati della discussione che abbiamo lanciato a partire da giugno. Quella relativa al futuro degli ordini professionali italiani. Conservarli, riformarli drasticamente, o eliminarli del tutto?

Queste le vostre risposte, in maggioranza -va notato- favorevoli alla loro abolizione:

SIMONE

L’eliminazione degli ordini professionali è, secondo me, uno specchio per le allodole. Gli ordini professionali esistono in molti Paesi del mondo, per garantire al pubblico che i membri di tali professioni abbiano un certo livello di professionalità, e che siano regolamentati – così da evitare comportamenti non-etici. Eliminare gli ordini professionali eliminerebbe anche queste garanzie e sono sicuro che ciò non sia un beneficio per il pubblico. Il problema in Italia non è l’esistenza degli ordini professionali… ma l’abuso che viene fatto nell’accedere a tali ordini. Ci sono almeno tre livelli di abuso: il primo avviene al momento di accedere al tirocinio, il secondo al momento dell’esame, il terzo nel numero limitato consentito per certe professioni. Accesso al tirocinio: questo è di solito l’ostacolo più arduo, dove essere “figli di” aiuta. In Italia, secondo me, occorrerebbe introdurre l’obbligo di pagare uno stipendio adeguato ad ogni tirocinante. In questo modo si forzerebbe chi assume a selezionare i migliori, siano essi “figli di” o no. Esame: di nuovo, si tratta di evitare che il candidato sia identificabile durante il processo, per evitare che il “nome” prevalga sui meriti. La soluzione per me è avere una commissione giudicante completamente indipendente da coloro che gestiscono l’ordine professionale, totale anonimità dei candidati; eliminazione di qualsiasi esame orale. Infine, numero chiuso: ovviamente, questo è l’ostacolo principale di accesso a certe professioni, irrilevante per garantire la qualità dei membri dell’ordine, ed elimina la competizione. La soluzione è semplice: eliminare il numero chiuso.

MARCO

Abolendo gli ordini si eviterebbe in parte il problema parenti/amici. Ma temo che se li abolissimo, sicuramente ci si inventerà altre maniere per accontentare i propri amici … Forse si potrebbe sostituire gli ordini con una sorta di certificazione europea, che garantisca comunque la formazione continua e dia una parvenza di indipendenza.

DAVIDE

Credo che l’abolizione dei tanti ordini potrebbe rendere il mercato del lavoro più accessibile. Inoltre, la quota di iscrizione e’ un balzello inutile. Esami e concorsi dovrebbero essere già una garanzia delle capacità del professionista, oltre che l’eventuale esperienza maturata sul campo. Per me gli ordini sono inutili!

PATRIZIA

Sono una professionista che non appartiene ad un ordine professionale, ma ad un’associazione riconosciuta. Ho 55 anni. Sono a favore dell’abolizione degli ordini professionali, in quanto nel corso della mia carriera ho riscontrato -in molte occasioni- come non garantiscano né migliore formazione degli iscritti, né migliore tutela ai clienti. I giovani che intraprendono una professione sono molto spesso “sfruttati” dai dominus, e non viene data loro la possibilità di esprimere a pieno le proprie capacità.

SALVATORE

Gli ordini professionali sono stati destinatari di più di un intervento del legislatore negli ultimi anni, per cui si è giunti a un provvedimento di riforma a firma del Ministro Severino. Se ancora c’era il bisogno di precisarlo, il decreto-legge del Governo Monti ha ulteriormente ribadito che non possono essere poste dagli Ordini limitazioni all’accesso. Se anche non ci fossero gli Ordini professionali, qualche autorità dovrebbe pur verificare che gli aspiranti professionisti abbiano superato l’esame pubblico. Si avrebbero altrimenti tanti ignoranti, che in nome del “mercato” potrebbero mettere a repentaglio interessi patrimoniali e personali delle persone. Si continua a non capire che solo gli ordinamenti professionali garantiscono la deontologia dei professionisti.

ANONIMO

Non sono d’accordo in merito all’abolizione ordini professionali, in Italia.

Perche’? Per il semplice motivo che riporta ad un pensiero “ne giovane ne vecchio”, ma in grado di tutelare le utenze che richiedono valide e responsabili prestazioni professionali. E’ bello lavorare con i giovani ma e’ anche bello sentirsi tutelati da chi ha  esperienza.

L’esperienza dei piu’ anziani non puo’ essere inventata,  richiede piuttosto interazione tra i giovani senza che questi ultimi corrano troppo in fretta e pericolosamente.

No all’idea “tutto giovani” e basta…… almeno per certi lavori ex.. ingegneri, architetti,  notai e anche avvocati che hanno molte responsabilita’, per cui gli ordini servono penso anche a tutelare gli utenti che richiedono alta professionalita’  (a parte la libera concorrenza).

ENRICO

Abolizione Ordini professionali per liberare nuova Energia.

GIULIANO

Sono decisamente favorevole all’abolizione degli ordini professionali, che servono solamente a tutelare gli interessi degli iscritti a scapito delle nuove leve ed anche degli utenti.

ALBERTO

Gli ordini professionali vanno aboliti e basta.

LUCKY

Sono un farmacista pensionato e sono per l’ABOLIZIONE DEGLI ORDINI soprattutto quando è previsto un esame di stato per l’abilitazione professionale.

PAOLO

Sono un imprenditore iscritto all’albo dei dottori commercialisti di Milano. Cancellate questi inutili ordini ed entriamo finalmente nel XXI secolo.

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Ultimi commenti

  • Andrea 5 giugno 2016 / ore 01:35

    L ordine e solo un modo di creare barriere e caste, l ordine sapete a cosa serve, sapete dove vanno i nostri soldi? Aol Inps, noi paghiamo loro per mandare in pensione gli architetti che hanno fatto soldi. Liberi dalla casta, albo A,B io le cose non si apprendono solo all università, posso studiarli Vitruvio anche a casa, sono geometra e architetto, la laurea ci vuole, ok, ma poi devo essere libero fuori da lì e se non ho approfondito la materia, studiero, faro corsi e mi specializzero’… ma non devo dipendere da una massoneria…spero che abilitando gli albi, sono stanco di regalare soldi all’INPS… Ah scusate dimenticavo… INARCASSA anche, voglio essere libero di farmi una pensione a modo mio, e versare quello che POSSO versare.