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“Abbiamo sbagliato qualcosa?”

Chi prova a rispondere alla domanda che pone dall’Australia Andrea Colaiacomo, “giovane talento” – fra le oltre 300 storie che abbiamo raccontato in questi anni?

Vi assicuro che i suoi dubbi, basati sull’esperienza che qui racconta, pongono degli interrogativi reali… quanto questo Paese è ormai “addormentato”, nella sua società civile? E nella sua P.A.?

Le vostre opinioni a: giovanitalenti@radio24.it

“Ciao Sergio,

sono Andrea Colaiacomo, mi hai intervistato nel marzo del 2014. Vivo sempre in Australia, ma ascolto costantemente la tua trasmissione in podcast. 

Volevo parlarti dell’associazione GlocalItaly (www.glocalitaly.net) che mio padre ha messo in piedi. Questa associazione guarda all’estero, ma solo per ritrovare il tesoro di esperienze nascosto nella popolazione italiana emigrata. Lo scopo ultimo è quello di cercare di smuovere la gioventù locale utilizzando le esperienze e la forza d’animo di chi se ne è andato.

Abbiamo raccolto qualche intervista, non molte per il momento, ma devo dire tutte estremamente interessanti se guardate sotto il punto di vista dei percorsi che hanno portato al successo, o meglio alla soddisfazione, dei protagonisti.

Il lavoro principale dell’associazione è quello di evidenziare come le esperienze collaterali (affianco e più di quelle accademiche) sono quelle che giocano un fattore importantissimo nel raggiungimento dei traguardi. 

Nel nostro anno di vita abbiamo collaborato con diverse organizzazioni (come Migrantes) a contatto con le questioni dei migranti. Abbiamo cercato di muoverci attivamente sul territorio andando nei singoli comuni della nostra area (a sud di Roma) proponendo attività per le scuole, per i giovani e anche per gli imprenditori. 

In questo anno di lavoro non abbiamo riscontrato solo l’inerzia dei giovani, ma anche quella della pubblica amministrazione. 

Come esempio riporto l’organizzazione di un convegno tenutosi a Ferentino nei locali di una innovativa azienda locale.

All’incontro erano stati invitati con largo anticipo oltre 100 tra amministrazioni pubbliche locali e dirigenti scolastici. Senza esagerare se ne sono presentati meno di 10. 

Ancor più grave, a mio avviso, è la non collaborazione che l’associazione trova nel presentare un’attività rivolta ai giovani e totalmente gratuita per l’amministrazione pubblica. L’attività è intitolata “Incontri itineranti”. L’unica cosa richiesta alle amministrazioni è un locale in cui svolgere gli incontri.

La domanda che ti rivolgo è: ma l’Italia è davvero messa così male tanto da non accettare nemmeno aiuti gratuiti, o siamo noi che sbagliamo qualcosa?”

ANDREA

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