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Un pugno nello stomaco

Che pugno nello stomaco la lettera di Marco, ascoltatore quarantenne che ci scrive dalla Germania. Pugno nello stomaco reale, non metaforico. Pugno nello stomaco ad un’Italia ipocrita, che predica bene e razzola male. Che avrebbe tutte le qualità per essere un grande Paese… ma alla fine vive di piccolezze.

E fa fuggire all’estero i suoi giovani migliori. Voi che ne pensate?

La lettera di Marco, “tristemente esiliato ma felice“:

“Ciao Sergio, ho 40 anni e vivo in Germania da più di un anno perché in Italia sono stato solo sfruttato, preso in giro da capi che volevano tutto senza dare niente, e deluso da un sistema che non sa valorizzare le risorse umane che ha formato e che poi regala all’estero, dove, di solito, gli italiani che non avevano speranza in Italia, trovano magicamente qualcuno che li apprezzi per quello che valgono, oppure, anche senza l’aiuto di nessuno, ma solo grazie ad un contesto diverso, riescono a trovare la loro strada.

Parlo tre lingue, sono solare, mi piace aiutare e mi “apro il c…” per fare bene le cose, nel senso che dò il 150% e provo a essere sempre utile e collaborativo! Non lo dico per vantarmi, perché ormai non ho bisogno di sapere chi sono, ma ti posso dire con certezza che so fare bene quello che faccio!

Non ci tengo troppo a raccontare la mia (triste) storia col mio Paese, ma mi piacerebbe prendere a schiaffi, metaforicamente, una classe dirigente, politica e docente miope e ignorante (non solo metaforicamente questa volta). Inoltre, vivendo all’estero, ho capito che in teoria, non ci manca niente per essere migliori, ma la voglia e gli esempi! Siamo pieni di gente perbene che predica bene e razzola male, di perbenisti falsi, di raccomandati incapaci, di putt…., di approfittatori, di persone “piccole” di egoisti stupidi, di concorsi truccati, appalti drogati…

Ci manca una visione di lungo periodo, una sensazione di comunità (non solo fra nord e sud ma anche fra vicini di casa o in fila al supermercato) e abbiamo una onestà malata e selettiva, nel senso che noi possiamo fare quello che vogliamo… ma poi siamo bravissimi a criticare.

 

Buon lavoro

Tristemente esiliato ma felice“,

MARCO

P.S.: Chiaramente sono orgoglioso delle nostre italiche caratteristiche positive, ma sono stanco di campare di rendita sulle cose che facciamo bene e vivere nella merda per tutto il resto!

 

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