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Cervelli di Rientro

Tornare, con il programma dedicato “Rita Levi Montalcini” per il rientro dei cervelli. E trovare un Paese che -nonostante l’impegno delle istituzioni, per quanto possono- riesce persino a frapporre degli ostacoli. Questa, in sintesi, la storia di Daniele Santarelli, 37enne ricercatore universitario.

Lui si presenta così, agli ascoltatori di “Giovani Talenti”:

Daniele Santarelli, classe 1979, ricercatore in Storia Moderna presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Conseguita la laurea nel 2002 e il dottorato nel 2006, dopo molti anni trascorsi insegnando e facendo ricerca all’estero, sono rientrato in Italia grazie al Programma per giovani ricercatori “Rita Levi Montalcini” del MIUR, sfruttando cioè una delle pochissime “finestre” disponibili per rientrare dall’estero.

Il sistema accademico italiano, almeno nel mio settore, offre possibilità scarse o nulle per i giovani che non hanno un forte radicamento in una sede universitaria. Molti non hanno scelta: devono andarsene all’estero oppure lasciar perdere.

D’altronde, per il mio stesso reclutamento come “ricercatore Montalcini”, per il quale era necessario trovare università disponibili ad accogliere il finanziamento, l’iter si è rivelato duro e non sono mancati i rifiuti di vari dipartimenti universitari, nonostante il mio curriculum fosse competitivo e l’assunzione a costo zero.

Chi è stato troppo a lungo fuori, chi non è radicato localmente, chi è troppo dinamico e indipendente, non sempre, purtroppo, non ha vita facile: una parte cospicua di vecchi professori, infatti, pensano solo a mantenere e consolidare la loro rendita di posizione.

Il ricambio generazionale e di mentalità non sono incentivati. La burocrazia che governa le amministrazioni universitarie è penalizzante. Nonostante ciò, l’Università italiana può e deve essere rilanciata, avversando il consolidarsi delle rendite di posizione e favorendo un ricambio generazionale meritocratico, attraverso concorsi che siano veramente competitivi. Essendo peraltro l’Italia il Paese delle complicazioni, bisogna iniziare anche a sciogliere i nodi, semplificando le procedure.

Sarebbe poi fondamentale rendere continuativa una seria politica di incentivi fiscali, sul modello della vecchia legge Controesodo (238/2010), che ha recentemente subito modifiche non migliorative“.

santarelli

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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