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“La meglio gioventù…”

…è quella che ha compreso come il mondo sia cambiato, le dinamiche siano cambiate, e un cambiamento dei modelli di riferimento è assolutamente necessario. Serve un Paese moderno e dall’apertura internazionale. Solo così il “rientro” può funzionare.

Come ci scrive il nostro ascoltatore Martino:

Mi chiamo Martino, ho 30 anni e sono di Brescia. Laureato in Ingegneria Gestionale, sono uno dei fortunati a cui l’Erasmus ha aperto gli occhi sul mondo. L’esperienza di un anno per rafforzare la lingua inglese e vivere al di fuori delle mura di casa si è inaspettatamente rivelata un trampolino di lancio verso una carriera internazionale che mi ha portato a vivere, nell’ordine, in Svezia, Svizzera, Emirati Arabi, Francia e Singapore.

Rientro nella categoria dei pochi fortunati che l’estero l’hanno scelto e non se lo sono visti imporre. In probabile controtendenza con il pensiero comune, non trovo affatto preoccupante l’esodo di giovani all’estero. Al contrario, credo che ogni Paese con la volontà di crescere debba dapprima spingere i propri giovani a vedere e vivere il mondo da cittadini e non da turisti e poi creare le condizioni affinché essi tornino e condividano le esperienze fatte.

Convinto di questa idea e fresco di un MBA in una delle più importanti Università al mondo, sono recentemente rientrato in Italia con l’intenzione di rimanerci. Ho un nuovo lavoro (dopo diversi anni da dirigente aziendale sono ora approdato nel campo della consulenza manageriale), una nuova casa (anche se ancora in affitto …) e la solita valigia compatta ma piena di voglia di fare. La mia vita rimane un puzzle: ho lasciato pezzi di felicità in tutti i paesi in cui ho vissuto (la mia fidanzata vive a Singapore e mio fratello a Dubai). Mantenere il puzzle intatto richiede sforzo e non è sempre facile ma non rinuncerei mai a nessuno dei singoli pezzettini che tuttora rendono la mia vita così ricca e piena di colore“,

MARTINO

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