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Cinque Anni Dopo

Pubblichiamo la lettera del nostro ascoltatore Franco, padre di uno dei quasi 400 protagonisti della trasmissione “Giovani Talenti” (conclusasi lo scorso giugno).

Una lettera che è anche uno sfogo: sui giovani, sull’Italia, e sulle prospettive che questo Paese offre ai suoi professionisti di maggior talento.

Leggiamola insieme:

“Gentile Sergio Nava,

sono passati cinque anni da quando intervistò mio figlio nella sua rubrica radiofonica “Giovani Talenti”.

Molta acqua é passata sotto i ponti… e quale é lo stato dell’arte?

Sui media si fa un gran parlare di come fermare l’emorragia di giovani e, utopisticamente, addirittura su come farli tornare…

Solo una pletora di enunciazioni, ovviamente condivisibili, ma nessuno che lanci proposte responsabili e praticabili sul cosa fare per farli tornare, indirizzate ai nostri politici ed amministratori, per stimolarli a scendere coi piedi sulla terra e indurli ad affrontare con pragmatismo e lungimiranza il problema.

Ciò che ci si limita ad “auspicare” é infatti pura utopia, allo stato attuale: esistono le condizioni per fare tornare i giovani? 

Assolutamente NO!

E, pragmaticamente, porto l’esempio di mio figlio.

Sono passati cinque anni, e quale é la situazione attuale?

La sua azienda lo ha promosso da semplice Analista ad Associato e poi a Vice Presidente: a 26 anni é il più giovane VP, ed ha già concordato la roadmap di carriera.

Cosa significa questo? Che hanno investito sin dall’inizio su di lui a lungo termine. E continuano a farlo.

Sarebbe anche lontanamente ipotizzabile una prospettiva simile in Italia? Non credo.

Se volesse rientrare in Italia, cosa troverebbe? Lascio a Lei l’onere di rispondere…

Per quanto mi manchi molto la sua vicinanza, io padre sono il primo a sperare che non succeda ancora per molto tempo e forse mai (a meno che tutto il nostro Paese, non solo i politici) rinsavisca e rinasca (ma anche questa forse é utopia……).

Come sempre, i miei migliori saluti“,

FRANCO

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