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Sportivo da Esportazione

OGGI A “GIOVANI TALENTI” (ORE 15, CET) LA STORIA DI MARCO CARDINALE, DIRETTORE DELLA SCIENZA DELLO SPORT E DELLA RICERCA AL COMITATO OLIMPICO BRITANNICO (BOA). MARCO HA ACCETTATO DI RACCONTARE LA SUA ESPERIENZA PROFESSIONALE IN ESCLUSIVA AI LETTORI DEL BLOG DI “GIOVANI TALENTI”:

“Le mie passioni sono sempre state la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Dopo un diploma ISEF ottenuto a Roma nel 1993 con 110 e lode prima di aver compiuto i 20 anni in anticipo sul percorso di studi volevo proseguire con studi avanzati. Nel 1995 ho fatto il corso di perfezionamento ottenendo 70/70 e lode nel primo tentativo in italia di sviluppare i corsi di laurea in Scienze Motorie e in quel corso mi sono appassionato ancor di piu’ alla ricerca grazie a un paio di docenti stranieri che mi hanno detto subito che sarei dovuto andare all’estero. In Italia infatti era impossibile a quei tempi non solo ottenere la laurea e/o proseguire per fare il dottorato di ricerca in questo settore disciplinare, diciamo che non esisteva proprio una cultura scientifica nello sport. Gli ISEF servivano a formare insegnanti di educazione fisica o “maestri de zompi” come ci prendevano in giro studenti romani di altre facolta’.

Ho preso per la prima volta la valigia in mano nel 1996 per andare a fare una laurea specialistica (un master of science) negli USA. Grazie a una borsa di studio vinta alla US Sports Academy in Alabama che copriva le mie fees e al finanziamento di una ditta Italiana che produce attrezzature per lo sport chiamata Trial, oltre naturalmente all’uso dei risparmi fatti lavorando in palestra e in piscina in estate e al supporto della famiglia. Finito il Master sono tornato in Italia pieno di entusiasmo, per mettere in pratica le cose imparate e per provare a fare un dottorato. Sono quindi dovuto “emigrare” di nuovo per fare il dottorato di ricerca alla Semmelweis University a Budapest vista l’impossibilita’ in Italia di fare studi avanzati nel settore. Nel frattempo lavoravo come consulente per federazioni sportive nazionali, squadre di club e aziende per mantenermi. Nel 2001 stanco dell’Italia sono andato in Scozia dove avevo ricevuto un’offerta per un incarico di docenza in fisiologia dell’esercizio e biomeccanica. Nel 2002 ho conseguito il PhD e sono stato promosso a una permament position nell’Universita’ di Aberdeen. Dal 2005 sono direttore della scienza dello sport e della ricerca al comitato olimpico della Gran Bretagna e sono senior lecturer onorario nell’Universita’ di Aberdeen dove continuo le mie ricerche sulle vibrazioni e dove ho brevettato una nuova apparecchiatura, e nell’University College London dove sto cercando di sviluppare un Istituto di Scienza e Medicina dello sport e della salute. In questi anni ho fatto il tipico iter dei cervelli in fuga, pubblicazioni, 1 brevetto, grant per la ricerca, innovazione tecnologica nello sport e 2 Olimpiadi come direttore dei servizi di scienza dello sport per il Team GB (con responsabilita’ per oltre 370 atleti) e mi avvio a fare la terza a Londra nel 2012 (dove il numero di atleti sara’ intorno ai 520). In questi anni ho imparato tantissimo da colleghi di tutto il mondo e ho collaborato per le mie attivita’ di ricerca con varie istitutioni accademiche, enti governativi, aziende private. Sono stato invitato a relazionare come invited speaker in 20 nazioni, insomma mi sono tolto parecchie soddisfazioni e ho avuto la fortuna di incontrare persone incredibilmente preparate da cui sono riuscito ad imparare tanto ed in fretta e spero di continuare ad avere queste possibilita’. La voglia di continuare ad imparare sicuramente non manca.

L’Italia e’ un paese incredibile dove e’ bello venirci in vacanza. Nel mio settore come in altri non solo e’ impossibile far carriera, e’ proprio impossibile iniziarla! Non e’ infatti chiaro dove accedere ad informazioni sulle posizioni di lavoro disponibili oltre ad avere trasparenza sulle modalita’ di accesso a queste posizioni. Il mondo dello sport e’ semplicemente una delle tante caste all’Italiana dove il merito conta poco e la trasparenza non esiste. Qui anche il Manchester United e il Chelsea mettono un annuncio sul loro sito se cercano un medico, un fisioterapista o uno sport scientist…da noi questo non esiste. Senza naturalmente parlare della situazione accademica dove troppi individui dal dubbio profilo scientifico (e aggiungerei anche senza dottorati di ricerca) hanno ottenuto cattedre da professore associato! Le aziende poi sono anche peggio, visto che molte aziende di alto profilo pretenderebbero di assumere persone altamente qualificate e sottopagarle (forse per tenersi in linea con la tradizione accademica italiana?). Non c’e’ purtroppo una cultura che apprezza la qualita’. In questo settore ci sono tantissimi “specialisti” anche invitati nelle trasmissioni televisive che troppo spesso non hanno neanche titoli di studio di livello universitario, nello sport troppi non capiscono la differenza tra chi sa e sa fare e chi non sa e non sa fare. Il consiglio che do sempre a qualche giovane italiano che mi contatta e’ di studiare l’inglese, conoscere l’uso degli strumenti informatici in maniera avanzata e spendere qualunque soldo guadagnato o regalato in libri e/o opportunita’ per imparare qualcosa di nuovo (troppi giovani oggi non spendono soldi per comprare libri purtroppo!). Naturalmente l’altro consiglio e’ di evitare a tutti i costi di spendere tempo e denaro a fare dottorati di ricerca o lauree specialistiche in Italia perche’ servono a poco.

In Italia mi piacerebbe molto tornare per mettere in pratica le tante cose che ho imparato e provare a cambiare la cultura in questo settore. Sono naturalmente molto realista e so che questa possibilita’ e’ molto remota per via dei soliti problemi e del fatto che non ci sono reali possibilita’ lavorative e/o di carriera al momento nel mio settore. Quindi mi rimane solo di fare il tifo per il cambiamento e per i successi degli atleti Italiani, naturalmente quando non sono impegnati in competizioni con i “miei” atleti britannici”.

MARCO CARDINALE

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