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Francia e Fuga dei Cervelli

Bella notizia in arrivo dalla Francia: il Governo transalpino si muove per far rientrare i propri cervelli, finanziandone il ritorno. Un progetto cui auguriamo miglior fortuna, rispetto al tentativo italiano dei primi anni 2000, messo in atto col pomposo “Programma di Rientro dei Cervelli”… Programma -di fatto- fallito.

Fa solo sorridere come -a legger bene sui giornali francesi- Oltralpe il dramma della “fuga dei cervelli” sia comunque di gran lunga inferiore rispetto al nostro. Solo il 3% dei ricercatori transalpini espatria, l’80% per rientrare a distanza di pochi anni. A preoccupare Parigi è soprattutto l’aspetto qualitativo di questa fuga: molti dei migliori accademici francesi vivono infatti all’estero. Qui sotto il dispaccio Ansa relativo alla notizia:

ANSA 3 – 15/06/2010 17.03.00 – francia:parigi contro fuga cervelli, aiuti da 700 mila euro

PARIGI CONTRO FUGA CERVELLI, AIUTI DA 700 MILA EURO

OGNI ANNO TORNANO IN PATRIA 25 RICERCATORI SCELTI DA UNA GIURIA (ANSA) – PARIGI, 15 GIU – Pressing della Francia per bloccare la fuga dei cervelli all’estero. Il ministro dell’Educazione superiore e della Ricerca, Valerie Pecresse, ha lanciato un programma, per ora in fase sperimentale, per incentivare i giovani ricercatori che hanno sostenuto un dottorato all’estero a tornare in Francia dopo gli studi. Il programma, lanciato nel 2009 dall’Agenzia nazionale della ricerca (Anr), intitolato ”Ritorno dopo il dottorato”, ha un budget di 11,5 milioni di euro e funziona per concorso a progetto. Gli aiuti per ricercatore possono raggiungere i 700.000 euro distribuiti su tre anni. Una somma destinata a coprire il loro stipendio, ma anche quello dei propri collaboratori, oltre ai costi dell’equipaggiamento e delle infrastrutture. Agli studiosi, viene inoltre data la possibilita’ di proseguire le loro ricerche presso un organismo pubblico come il Cnr francese, ma anche in universita’ od aziende. La scelta dei candidati, per ora il numero e’ fissato a 25 (su un centinaio di candidature), e’ fatta da una giuria internazionale. Ogni anno ”si perde un piccolo numero di ricercatori ma spesso sono anche i piu’ bravi”, afferma Valerie Pecresse sulle colonne del quotidiano Le Figaro, aggiungendo: ”Anche se sono poche decine di persone e’ un vero peccato per l’insieme della ricerca francese”. ”Il problema non e’ la quantita’ ma la qualita”i’, taglia corto la Pecresse, I ricercatori espatriati sono attualmente tra i 1.000 e i 2.000 ma sono sempre piu’ numerosi a voler rientrare in patria dopo il ciclo di alti studi. Per la seconda edizione dell’operazione ”Ritorno dopo il dottorato” il numero di candidature e’ infatti aumentato del 43%. ”Senza questo programma non sarei mai tornata in Francia”, ha detto Anne Dejean, specialista in malattie del sistema nervoso che ha passato diversi anni negli Stati Uniti prima di raggiungere un equipe francese. ”Grazie a questo programma – aggiunge la Dejean – si da l’opportunita’ a un giovane ricercatore di essere davvero autonomo”. Ieri i primi 25 ricercatori a beneficiare di questo programma sono stati ricevuti a Parigi dalla ministra Pecresse. (ANSA). Y5K-Z04/CAL

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