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Giovani Talenti – Lettera dalla Francia

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA LETTERA DI FABIO, ASCOLTATORE DI “GIOVANI TALENTI” ESPATRIATO IN FRANCIA. LETTERA DAVVERO ILLUMINANTE.

VI RICORDIAMO ANCHE CHE DA SABATO TORNA “GIOVANI TALENTI” NELLA VERSIONE TRADIZIONALE. STAY TUNED!

Buongiorno Nava,

ho l’occasione di ascoltare la Sua trasmissione qualche volta quando nel week end rientro in Italia. Mi accomuno alla lunga lista degli italiani sconsolati espatriati che vedono le opportunità professionali nel proprio Paese come stagnanti e in regressione.

Tra l’altro sono diventato “straniero all’estero” proprio nel bel mezzo della crisi economica ed a 40 anni, età della piena maturità professionale, quando mi sono trovato in dirittura d’arrivo su due offerte di lavoro con respiro internazionale (una in Francia e l’altra in Italia) e mi sono sentito rispondere dall’azienda italiana che avevano dei dubbi sul livello di integrazione aziendale del sottoscritto. Sà perché? Perché durante l’intervista con il CEO dell’azienda, alla domanda su quale strategia avrei scelto per vendere in Europa, ho ribaltato la domanda chiedendo che tipo di strategia e posizionamento del marchio aziendale fossero previsti e snocciolando le mie conoscenze sui potenziale concorrenti e sul loro posizionamento nell’attuale mercato. Allora l’integrazione diviene difficile per forza, quando mostri una conoscenza manageriale superiore o comparabile con quella del tuo capo potenziale! Questo in Italia, ove autonomia decisionale e ruolo atteso non sono coerenti la maggior parte delle volte con la funzione aziendale dichiarata. Cosa che invece non succede nell’attuale azienda, filiale francese della multinazionale svizzera, ove il grado di completamento e di discussione tra il sottoscritto ed il mio responsabile tedesco é elevato proprio in funzione della nostra totale diversità culturale e di esperienze ed ove l’arricchimento mutuo é un fattore di vantaggio competitivo per l’azienda, che riesce a gestire situazioni differenti con la ricetta ad hoc o comunque con la professionalità adatta.
Dal punto di vista personale mi spiace solo di non aver cercato prima un’occasione di espatrio, ma devo comunque ammettere che la multinazionale precedente ha sviluppato la mia carriera e le mie competenze internazionali pur mantenendomi su suolo italiano, per cui non posso lamentarmi. Ad oggi inoltre do una possibilità di arricchimento alla mia famiglia (compagna e due figli) che a breve si trasferirà presso di me, dandomi quella tranquillità di contorno che spesso, persi nelle nostre attività professionali frenetiche, tendiamo a sottostimare.

La saluto cordialmente in attesa della Sua prossima trasmissione.

Fabio Tucci