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Dulbecco e i “Cervelli in Fuga”

Riparte oggi -alle 15 CET su Radio 24- “Giovani Talenti”, nella sua versione tradizionale.

Ospite d’eccezione il professor Renato Dulbecco, premio Nobel per la Medicina, con il quale commentiamo la storia di Laura Perin, 36enne ricercatrice emigrata negli Stati Uniti. Laura si racconta così, sul blog di “Giovani Talenti”:

“Spesso mi sento dire che io sono una dei tanti cervelli in fuga, ma in me non c’e’ niente di particolarmente speciale. Sono una donna come tante altre che ha semplicemente scelto di seguire la sua passione, la ricerca. La mia storia e’ simile a mille altre: nel 2002, dopo un periodo all’estero alla Harvard University di Boston, il rientro in Italia e’ stato duro e pieno di ostacoli. Alla fine ho scelto di partire di nuovo, per una nuova esperienza a Los Angeles, alla USC, dove mi e’stata data “carta bianca” per creare un laboratorio tutto mio e la possibilita’ di fare ricerca. E’ sempre difficile dare delle opinioni e determinare cosa ci sia di buono o di cattivo in Italia. Ognuno di noi ha vissuto un’esperienza personale profonda. A parte le solite lamentele di mancanza di meritocrazia e di fondi disponibili, quello che mi rattrista di piu’ quando guardo alla ricerca in Italia e’ la mancanza di entusiasmo e la mancanza di un vero “team”, di una squadra, unita dalla stessa passione di fare della buona ricerca. Faccio parte di una associazione, l’ISSNAF (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation), che ha come obiettivo quello di unire la ricerca italiana con quella americana, e di creare un ponte vero tra i due Paesi. Il mio impegno verso il mio Paese e’ quello di “ri-dare” ai giovani laureati un nuovo entusiasmo. Ospito spesso dottorandi e laureandi nel mio laboratorio, e cerco di far vedere loro che il team esiste, che la ricerca e’ una scienza vera e speciale, che il nostro lavoro e’ molto bello ed interessante. Li aiuto quando tornano nella loro università e cerco di stimolarli sempre, dicendo loro che non importa in quale Paese ti trovi: la ricerca valida vince sulla politica, sulla non meritocrazia e sui soldi. A volte mi dicono che sono una grande idealista. E’ vero… credo fortemente che avere degli ideali sia il motore della ricerca.  Alla fine, le difficolta’ esistono in ogni Paese, e i cambiamenti partono da noi, dai giovani che hanno un immenso entusiasmo per la ricerca. E che non si spaventano. Diamo loro delle possibilità. Questa dovrebbe essere la vera molla per far cambiare la ricerca in Italia.

LAURA PERIN