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Una strada alternativa all’espatrio?

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA LETTERA DI LORENZO, ASCOLTATORE DI “GIOVANI TALENTI”, CHE SUGGERISCE UNA STRADA DIVERSA ALL’ESPATRIO.

RESTARE E LOTTARE, PER CAMBIARE UNA MENTALITA’ DA MEDIOEVO. CHI, SE NON I GIOVANI, PUO’ RIUSCIRCI?

“Sebbene abbia avuto la grande fortuna di vivere all’estero due volte (un anno al liceo negli USA con AFS, un anno per un master post laurea in Inghilterra) ho deciso di prendere la strada più difficile e rimanere in Italia. Dopo una esperienza non del tutto positiva ‘sotto padrone’ ho deciso a 30 anni di mettermi in proprio come libero professionista.

Ribalterei la visione tradizionale che si ha dell’emigrante: questo è il Paese degli stranieri, quì i giovani  senza agganci o eredità familiari sono degli emigranti a casa loro. Posso dirlo dopo aver visto l’Europa e gli USA, come per fortuna riescono a vedere molti nostri coetanei. Scappare all’estero per un giovane professionista vuol dire spesso e fin da subito uno stipendio dignitoso, una possibilità di carriera in una buona organizzazione del mondo dei lavoratori dipendenti, fino a qualche anno fa c’erano anche tante possibilità di reimpiego.

Quì per andare avanti hai bisogno di raccomandazioni, quì ti devi ingegnare tutti i giorni ed è difficile trovare supporto dalle istituzioni, devi fare una gavetta feroce, per fortuna si trova ancora aiuto dalle persone singole
se dimostri di valere, anche se consorterie, massonerie e ‘italianate’ varie rendono tutto più faticoso.

A volte però mi pare che scappare all’estero sia un po’ cercare la strada più veloce, sono dell’idea che il futuro dell’Italia sia nella libera impresa e nella libera professione, nel partecipare e voler cambiare questa nostra mentalità dei tempi dei comuni medievali, prendere gli esempi dai cugini europei per aggiornare il Paese, se non lo facciamo noi giovani non lo farà nessuno.

Bisogna credere in se stessi e non aver paura di sacrificarsi per perseguire le proprie idee e i propri sogni. E’ inutile aspettarsi aiuto dallo Stato e dalla politica”.

LORENZO

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