Radio24 | Il Sole 24 ORE

Lettera da Honolulu

Non è uno scherzo: veramente ci ha scritto un italiano, al lavoro nell’arcipelago delle Hawaii. Consiglio attenta lettura di questa missiva. E’ una denuncia spietata del sistema medico dello Stivale. La domanda è: come uscirne?

“Sono Gregorio Maldini, faccio il chirurgo negli USA, sono uno dei pochi che e’ tornato in Italia 2 volte. Breve storia: faccio la specialita’ in chirurgia generale a Roma, dove  imparo poco o nulla. Molti miei colleghi capiscono che l’unica via è la raccomandazione e l’asservimento al barone di turno. Durante la specialità studio per fare l’esame americano, e appena finito a Roma parto per una “residency” in General Surgery negli Stati Uniti. Cinque anni a 120 ore a settimana, esperienza di oltre 2000 interventi chirurgici, diploma dell’American Board of Surgery. Torno in Italia, dove mi viene offerto un contratto con partita IVA ma non di ruolo. Dopo un anno e mezzo riparto per gli Stati Uniti. Fellowship in trapianti di fegato e intestino pediatrici a Miami, l’ospedale con la piu’ grande casistica al mondo nel settore. Diploma dell’American Society of Transplant Surgeon. Torno in Italia, effettuo con successo il primo trapianto di intestino pediatrico e il primo trapianto multiviscerale pediatrico. Nel frattempo altri concorsi andati a vuoto. Questi trapianti mi venivano retribuiti venti euro lordi l’ora! Nessun incarico dirigenziale (quando in Calabria li danno a gente che non sa fare la tracheotomia!). I miei colleghi hanno appreso la tecnica, e appena si e’ ripresentata l’occasione sono tornato in America, dove ovviamente mi trovo benissimo. In Italia torno a fare qualche giorno di vacanza. Cosa mi sento di consigliare ai giovani colleghi? Studiare quanto prima l’USMLE e ottenere un buon punteggio. Partire per fare una Clinical Residency negli Stati Uniti, possibilmente con visto H1, cosi non devono passare i 2 anni di punizione in Italia come ho fatto io. Con l’ H1 si puo’ diventare “attending” senza problemi. Se siete legati troppo alla pasta cucinata dalla mamma in Italia siete fritti. E’ sempre bello tornare qualche giorno, a vedere come vanno le cose. Cosi’ si riparte ancora piu’ volentieri.
In tutto questo la cosa piu’ scandalosa e’ che l’ Italia non riconosce la specialita’ effettuata negli USA. Tra dieci anni, forse prima, in Italia non ci saranno chirurghi preparati , li si potra’ prendere da ogni Paese europeo ma non dagli Stati Uniti”.

GREGORIO
Aloha da Honolulu!

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.