Radio24 | Il Sole 24 ORE

Ingegnere Meccanico in Danimarca

Oggi a “Giovani Talenti” vi raccontiamo la storia di Antonino Pizzuto, 34enne ingegnere meccanico al lavoro nella città danese di Århus, la seconda più popolosa dopo Copenhagen. Antonino si racconta così ai lettori del blog. Con considerazioni che fanno veramente riflettere. Leggete con attenzione:

“Come ingegnere meccanico, ho cominciato a lavorare pochi giorni dopo la laurea, con un contratto a tempo indeterminato, in una grande multinazionale italiana. La mia “fuga” all’estero non è quindi stata dettata da mancanza di lavoro. In 8 anni e mezzo, ho fatto quella che in molti definirebbero una “buona carriera”. Una carriera all’italiana: tante responsabilità, via via crescenti, ma pochi riconoscimenti. E gli “amici degli amici” che ti passano avanti.

Orari assurdi, capi spesso logorroici e indisponibili al confronto, poca innovazione e molta politica: le aziende italiane, e non solo quelle, sono “vecchie” dentro. Soffocanti e frustranti.

Dopo la nascita di mia figlia, abbiamo cominciato a pensare se questo fosse davvero quello che volevamo. Abbiamo anche cominciato a pensare che futuro attendeva i nostri figli: in che scuola, in che società, con quali opportunità.

E’ stato allora che ho cominciato a guardarmi intorno. In pochi mesi ho raccolto alcune offerte, finchè non è arrivata quella giusta: pale eoliche in Danimarca!

Da cinque mesi viviamo ad Aarhus, seconda città danese, e siamo felicissimi della scelta fatta.

Ho finalmente uno stipendio commisurato alle responsabilità, pago le tasse per uno Stato che fornisce davvero dei servizi, la meritocrazia qui non è solo una bella parola (e ho già avuto modo di sperimentarlo personalmente).

Ma soprattutto ho scoperto un equilibrio tra vita privata e lavoro… che in Italia è semplicemente impensabile.

In Italia si lavora come i muli, per quattro spiccioli: e ci sembra anche normale! Qui si lavora duramente dalle 8 alle 4,30. Tutti, manager compresi. Ovviamente può capitare di fare tardi: ma è una cosa straordinaria… non è la norma. Alle 5 sei a casa, a dedicarti alla tua famiglia o ai tuoi hobbies.

Quanto vale poter spendere delle ore, ogni giorno, con tua figlia?

Senza contare che ho la possibilità di lavorare da casa… tutta fantascienza, nell’Italia del 2010!

E potrei continuare per delle ore, a raccontare le mille piccole-grandi cose che qui rendono la vita facile, serena, in una parola: felice.

E infatti, alla faccia dello stereotipo del “nordico” triste e freddo, i danesi hanno sempre il sorriso sulla faccia, sono allegri e rilassati.

Andare via non è mai facile, neanche quando sei convinto. Soprattutto quando hai una famiglia e un lavoro sicuro: ma può capitare di pensare che -oggi come oggi- ci voglia più coraggio a rimanere in Italia, che ad andare via”…

Vi aspetto alle 15 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.