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Un analista finanziario in Cambogia

+”GIOVANI TALENTI” CAMBIA ORARIO: DA SABATO 15 GENNAIO ALLE 13.30 (CET) SU RADIO 24+

“Giovani Talenti” sbarca in Cambogia, per la prima puntata della serie 2011 della trasmissione: oggi vi raccontiamo la storia di un giovane analista, al lavoro nel settore della microfinanza. Matteo Marinelli, a soli 30 anni, ha un curriculum internazionale di tutto rispetto. La mia domanda sui motivi dell’espatrio lo ha portato a una riflessione dagli esiti imprevisti, come racconta lui in questa bella lettera di autopresentazione per i lettori del blog.

“Quando per la prima volta Sergio mi chiese se fossi un espatriato per scelta o per mancanza di alternativa, d’istinto risposi per scelta, essendone al cento per cento sicuro.

Poi, man mano che le settimane passavano ed io rimuginavo su quella semplice domanda, realizzai che ero diventato un espatriato anche per mancanza di alternative.

Sono un italiano doc, marchigiano di origini, con l’ universita’ Bocconi conclusa a Milano in Economia delle Amministrazioni Pubbliche ed Istituzioni Internazionali e intervallata con scambi all’estero in Inghilterra, Giappone e Stati Uniti. Dopo aver provato (senza tanto successo) una carriera internazionale con il sistema ONU (a cause di porte chiuse in faccia e nessuna raccomandazione), mi ritrovo da 5 anni a lavorare per un gestore svizzero di fondi di microfinanza. Cosi’ in un pomeriggio uggioso a Milano di tanti anni fa iniziai il mio viaggio come banchiere dei poveri in Paesi emergenti dopo un bellissimo incontro col Professor Muhammad Yunus.

Oggi vivo e lavoro a Phnom Penh, in Cambogia (dopo 4 anni in Svizzera) e guardo con un pizzico di disappunto e sana invidia ai miei coetanei cinesi o indiani che -dopo aver trascorso molti anni all’estero- stanno facendo pian piano ritorno in patria come tartarughe di mare, incentivati da un sistema Paese che produce e genera nuove idee ma soprattutto opportunita’. In Italia questo non sarebbe possibile, ma spero vivamente che le cose cambino in un prossimo futuro. In generale, anche se non è bello fare generalizzazioni, perchè di eccezioni ce ne sono sempre, noi italiani non facciamo quasi mai « gruppo », critichiamo puntando il dito e basta, abbiamo una politica che chiacchiera e non migliore le cose, ma soprattutto lasciamo i migliori talenti sparire… perche’ in Italia la priorità ce l’ha chi può vantare raccomandazioni o qualche “santo in paradiso”. Che futuro puo’ avere un Paese cosi? Ai piu’ giovani che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro -però- dico di non mollare e perseverare nella coltivazione del loro sogno, sapendo che fuori dal nostro Paese natio, ci sono sistemi meritocratici e trasparenti che puntano al talento.

 Spero di cuore, caro Sergio, che questo tuo blog (insieme alla tua trasmissione radio), che raccoglie bellissime storie in giro per il mondo, insieme al mio piccolo contributo, possa far scuotere e svegliare dal torpore la nostra piccola e ancora amata “Italietta”. Chissa’ se un giorno anche noi ritorneremo, nuotando presso le noste coste a depositare uova per un futuro migliore per il nostro Paese e le generazioni a venire”.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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