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Lettera (amarissima) da Barcellona

Ho riflettuto molto prima di decidere se pubblicare la lettera di Francesca, emigrata a Barcellona. E’ drammatica, non usa mezze misure. Non fa intravedere raggio di speranza alcuno. Io, da ottimista che crede -alla fine- nella possibilità, anche remota, di un cambiamento, evito se posso di far vedere un quadro tutto nero. Provo a buttarci qualche pennellata di colore. Ma Francesca ha ragione. Dannazione…

Tornassi indietro non farei il master e  il Phd [all’estero e non per scelta]. Farei piuttosto la prostituta, ma di lusso…

“Questa è l’amara conclusione alla quale sono arrivata. È inutile, l’Italia è, e rimarrà per sempre, un Paese mafioso dove per giovani di talento (e di buona volontà) non ci sono posti. In nessun settore.

Lo so, sono le solite “banalità” che si raccontano continuamente, ma definirle con questo temine, ”banalità” toglie a queste situazioni di difficoltà oggettiva il senso della “dignità” di chi si trova in una condizione del genere, di chi non può avere figli  perché morirebbero di fame,di chi  non può vivere vicino alla propria famiglia perché senza lavoro, di chi non può crearsi una famiglia perché l’amore è una cosa meravigliosa, ma non si vive d’aria  e di chi non può permettersi il lusso di ammalarsi visto che i dottori costano e nelle strutture pubbliche le liste di attesa possono essere di vari mesi/anni.

Certo potrei raccontare la mia esperienza (dai 20 ai 32 esiliata all’estero, 4 Paesi diversi, per fortuna in Europa ..master in Bocconi, phd in una delle migliori università del mondo ecc…), ma non aggiungerebbe molto alle esperienze dei miei colleghi/amici/sconosciuti. Disprezzata in Italia, considerata quasi una nullità e poi apprezzata all’estero e soprattutto pagata (incredibile vero?!?!).

A volte mi  sento un po’ come quel Dante impossibilitato a tornare nella sua Firenze. Ecco, a me (e ai miei compagni di sventure)  manca solo la contumacia poi il quadro è completo.   Purtroppo sono figlia di operai  ed addirittura nipote e pronipote di contadini (accidenti!!!) e questo ha un peso rilevante. Ma non posso farci nulla. E non voglio farci nulla. Anzi, ne sono fiera (incredibile, vero??!?!).

Peccato che il corpo umano non consenta di vivere di sola aria , altrimenti tornerei subito al mio Paese. … invece rimango costretta all’esilio, costretta a vedere invecchiare i miei genitori senza poterli assistere/aiutare, a dover vivere lontana dal mio fidanzato e peccato, forse era proprio lui la mia anima gemella. Ma ovvio, posso sempre chiudere gli occhi, tapparmi il naso ed accontentarmi del primo che passa…magari sono fortunata.

Avendo avuto  un decennio per riflettere, sono arrivata alla seguente conclusione: l’amore e l’affetto sono sentimenti meravigliosi, ma hanno un difetto: non fanno mangiare (e parto dalla base della piramide dei bisogni di Maslow, dei livelli successivi o dell’autorealizzazione finale, in Italia non si può pensare).  Certo, per arrivare a questa conclusione non serviva certo un decennio, bastavano solo 5 minuti. Ma la speranza ERA l’ultima  a morire (era, ora è già al camposanto. Ma… dimenticavo,  anche per morire bisogna essere ricchi…con quello che costano i funerali!!!).

Concludendo: che sia arrivata l’ora della rivoluzione?!?!”

Firmato: Un’Italiana romantica… (nell’antico senso letterario/filosofico/politico del termine)

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