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Relazioni Pubbliche a Berlino

Lavorare nel settore della comunicazione all’estero, a causa della difficoltà di poterlo fare in Italia. Ma soprattutto, sentendosi penalizzati -nel Belpaese- sulla base della propria formazione umanistica. E’ su queste due coordinate che si gioca la storia di Laura Bruzzone, PR italiana di 30 anni, che a Berlino ha prima studiato e poi lavorato per ormai dieci anni. Oggi racconteremo la sua storia a “Giovani Talenti”. Laura ha scelto di presentarsi così ai lettori del blog…

“Mi chiamo Laura, sono genovese, vivo a Berlino da quasi 10 anni e mi occupo -da tre- di comunicazione e relazioni pubbliche, un settore che richiede molta creatività e “querdenken”. Alla lettera questa parola significa “pensare di traverso”, per vie laterali e schemi indipendenti. Sono dell’idea che le persone che hanno trascorso molto tempo all’estero o che vengono da un contesto culturale differente abbiano un grande potenziale da “querdenker”. È con questo spirito che mi piacerebbe impiegare le mie competenze in un’azienda italiana. Purtroppo però ho difficoltà ad entrare in contatto con la realtà lavorativa, da voi. Faccio ricerca online, rispondo ad annunci, scrivo candidature spontanee e mi confronto regolarmente con diverse barriere. Le più comuni: la barriera tecnologica dei motori di ricerca o dei tool delle aziende, che non sono programmati per l’inserimento di dati “anomali”, come la voce “Berlino” nel campo indirizzi; il muro dei (falsi) anglicismi e degli annunci bufala, che nascondono sotto la voce “account” inserzioni per venditori porta a porta; l’ostacolo del campanilismo e dell’ottusità di chi si lascia spaventare dalle distanze geografiche del luogo di residenza del candidato. L’impressione che traggo da queste esperienze è quella di un mercato del lavoro un po’ antiquato. Questo mi rende diffidente e allo stesso tempo mi invoglia a continuare. Sono gli ambienti ottusi che hanno più bisogno di “Querdenker””.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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