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I Dibattiti di Giovani Talenti – Tempo di Riconnessione coi nostri “Cervelli in Fuga”?

LA DOMANDA DI GIOVANI TALENTI:Il sistema-Italia è a vostro parere cosciente dell’enorme “tesoro” di risorse umane attualmente disperso ai quattro angoli del mondo? Costituito da giovani professionisti formatisi nel nostro Paese? Ha interesse a riportare in patria i talenti attualmente al lavoro all’estero, o preferisce dimenticarli? Forse li teme? 

GIUSEPPE: “Interesse non credo ce ne sia. E se anche fosse, chi garantisce gli stipendi che prendiamo all’estero ora? Pochi, forse nessuno. La riconnesione ci sara’, ma sara’ un processo lento e meditato.

STEFANO: “Io sono meno ottimista: secondo me ha ragione Sergio nel dire che il sistema teme i giovani che hanno fatto successo all’estero, così come teme i giovani in generale. I giovani possono essere incorporati solo se si sottomettono in qualche modo a chi nel sistema occupa posti di potere, vuoi attraverso l’accettazione di ruoli marginali e secondari, vuoi attraverso la vera e propria vendita di sé. Per questo, temo, sarà necessario prima arrivare al collasso/tracollo del sistema Italia, prima di poter mettere in campo una riconnessione. Per essere chiaro mi immagino un processo simile a quello avvenuto, in parte, in Argentina dopo il “corralito”.

WALTER: “Anch’io non credo in una riconnessione dei giovani in fuga. Sono molto pessimista. L’Italia sta andando avanti per inerzia. Non dobbiamoci dimenticare che c’è il 30-40% della popolazione che ha quasi la metà delle ricchezze. Quindi questa gente continuerà a stare bene. Spero che non succeda quello che ha scritto Stefano, anzi spero di essere anche io lontano da qui se ne avrò la possibilità”.

EDOARDO: “Visto che io sono uno di quelli che se ne sono andati dovrei essere concorde con Walter, che è meglio essere lontano quando il tracollo avverrà. D’altro canto non riesco a togliermi di testa che se non siamo noi a fare qualcosa per il nostro Paese, alla fine saremo comunque un po’ responsabili della sua fine. Questa povera Italia ha bisogno di chi è andato all’estero ed ha imparato a perdere quei tratti di italianità che tanto sono stati deleteri alla nostra storia civile degli ultimi 30 anni”.

GIORGIO: “La mentalità che c’e’ all’estero e’ molto diversa dalla nostra: sono sicuramente molto più aperti. Noi oltretutto non abbiamo i mezzi per investire nella ricerca, o non sono paragonabili a quelli che si possono trovare oltre confine, ma certamente per colpa nostra. Quello che dice Stefano non e’ sbagliato, ho appena intervistato i tre giovani che sono diventati… famosi con il loro programma in Silicon Valley e mi e’ stato molto utile ascoltarli. Abbiamo persone molto valide in Italia, ma non c’e’ la giusta valorizzazione e, se poi sono giovani, e’ ancora più difficile. Attualmente andare all’estero e’ una scelta direi obbligata!”

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