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L’Imprenditore che guarda al Giappone

Oggi vi portiamo nel futuro. Lo facciamo raccontandovi le storie di due giovani imprenditori innovativi, entrambi reduci da un prestigioso corso di formazione alla “Singularity University”, in Silicon Valley. Protagonista della puntata è Luca Escoffier, 36enne esperto in trasferimento tecnologico: un periodo iniziale di lavoro in Italia, poi il salto negli Usa, dove arriva il successo. E ora il Giappone… Luca si presenta così ai lettori del blog:

“Ho 36 anni, e ne ho trascorsi parecchi all’estero per studiare e lavorare. Sono un giurista sui generis: dopo essermi specializzato in diritto industriale, ho lavorato per anni per un’azienda impegnata nel settore nanomedicale, e quindi all’Universita’ di Washington a Seattle. Dove, nel 2010, ho fondato la mia azienda, Usque Ad Sidera LLC. Quello che offriamo e’ un servizio veramente innovativo, per aziende ed enti di ricerca. Ci proponiamo di aiutare i ricercatori e le piccole aziende a trovare dei partner per la ricerca, e potenziali licenziatari o acquirenti di tecnologie e brevetti. Siamo anche impegnati nell’organizzazione di un programma di mentorship a Seattle, assieme a Startupbusiness, il network italiano di imprese innovative, affinche’ i giovani imprenditori possano fare un’esperienza negli Stati Uniti. Questo per capire cosa voglia dire essere imprenditori in un luogo in cui l’innovazione e’ il primo ingrediente di una “colazione da campioni”.

Sto collaborando con alcune entita’ in Italia per realizzare della attivita’ che possano vedere realizzati i miei sogni, e spero di poterlo fare anche a distanza. Sto per partire per Tokyo dal prossimo mese, per aiutare il mondo della ricerca ed imprenditoria italiana a collaborare con l’Estremo Oriente: non solo con il Giappone, ma anche con la Corea del Sud, Paese con il quale ho forti legami. La mia vita sara’ divisa fra Tokyo, Seattle e Trieste, mia citta’ d’adozione. Credo nel valore delle menti italiane, e vorrei adoperarmi per far sì che possano essere valorizzate. 

Sono appena tornato da Seoul, una citta’ in cui si respira l’aria del 2020. Tutto e’ pulito, tutto digitale, tutto -apparentemente- perfetto. Guardavo la tv dal cellulare mentre ero in una carrozza della metro, viaggiando a 80km/h e 50m sotto terra, non dico altro…

Ormai non credo piu’ nei confini territoriali: il mondo e’ senza frontiere e le innovazioni che cambieranno la nostra vita seguono un percorso esponenziale di cui noi, umani, non ne comprendiamo la vera portata. Vorrei poter pensare di essere un “facilitatore”, un piccolo punto di una linea che ci conduce dai giorni nostri al prossimo futuro”. 

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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