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Un Marketing Manager a Shanghai

Lasciare l’Italia per ben due volte. La prima da piccolo, al seguito della famiglia. La seconda per scelta, stanco di un Paese che non sa -o non vuole- valorizzare i propri giovani. Parole da leggere con molta attenzione, quelle di Matias Lorieri, giovane protagonista della puntata odierna di “Giovani Talenti”. Matias si presenta così ai lettori del blog della trasmissione:

Mi chiamo Matias, ho 30 anni. Nel 2006 me ne sono andato dall’Italia, sfiduciato dai menefreghismi, dal provincialismo e dalla sostanziale mancanza di supporto da parte delle istituzioni. Sin dall’infanzia avevo lo spirito cosmopolita, essendo cresciuto all’estero, appassionato di lingue e culture straniere. Quando tornai in Italia, realizzai immediatamente che la mia “Weltanschauung” era incompatibile con il provincialismo onnipresente nel Paese. Il sistema burocratico farraginoso ed inefficiente mi diede la “botta di grazia”.

Rimpatriato nel 1998, nonostante i mie risultati scolastici brillanti in Germania, il Provveditorato agli studi della mia provincia di residenza mi fece infondatamente ripetere due anni di liceo – non riconosciuti nel processo di equiparazione del titolo di studio tedesco. Ho poi passato soltanto otto anni in Italia, rimanendo per il liceo e una laurea in Economia. Assaporate “arie anglosassoni”, grazie ad uno scambio universitario e due stage negli Stati Uniti, dopo la laurea sono “scappato”, grazie ad una borsa di studio in Gran Bretagna, per la laurea magistrale. Verso la fine del corso, inviai CV a moltissime aziende nel Regno Unito, in Italia e in altri Paesi europei. Indovinate… le mie e-mail inviate in Italia non hanno mai avuto risposte. Ma nella cosmopolita Londra e nella lontana Shanghai, dove lavoro attualmente come Marketing Manager, le mie esperienze accademiche e professionali a livello internazionale e le cinque lingue parlate correntemente furono qualita’ molto apprezzate, che mi diedero la possibilita’ di autorealizzazione, prima a Londra e adesso a Shanghai.

Cara Italia, ci vuole innovazione per competere e far emergere l’elite del futuro. Hai bisogno di un grande progetto di rilancio, che valorizzi maggiormente le risorse intellettuali e la ricerca universitaria, garantisca sistemi di selezione meritocratici e crei flessibilita’ nel mercato del lavoro. Ma per realizzare questo progetto servirebbe un senso di unità e una visione chiara e a lungo termine, come qui in Cina… un clima sfortunatamente bloccato da una classe dirigente di vecchietti e raccomandati. Spero sinceramente non sia troppo tardi…”

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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