Radio24 | Il Sole 24 ORE

Comunicazione Pubblicitaria a Francoforte

“Perché non riusciamo a tornare in Italia?” E’ la domanda che accomuna Francesca Masia, 30 anni, a migliaia di giovani professionisti del Belpaese, sparsi ai quattro angoli del pianeta. Ed è anche la domanda che conclude la bella e interessante autopresentazione di Francesca, attualmente impegnata nella comunicazione pubblicitaria a Francoforte (Germania). Questa la sua lettera agli ascoltatori di “Giovani Talenti”:

“Ammetto di essere sempre stata un po’ esterofila: l’idea di avere un curriculum internazionale e piú competitivo sul mercato del lavoro, la passione per i viaggi e le lingue straniere, il background in comunicazione e studio delle organizzazioni, la voglia di connettere idee e persone senza limiti geografici, la mia curiosità per le culture imprenditoriali, la flessibilità e la creatività al di fuori dell’Italia.

Ho inaugurato il mio percorso all’estero con un Erasmus a Parigi. La decisione di continuare a perfezionare i miei studi fuori dall’Italia è venuta da sé: un corso di management  a New York dopo la laurea poi -dopo le prime esperienze lavorative in Italia nel settore automotive- nel 2007 mi sono trasferita nella Grande Mela per conseguire un MBA in Marketing Management. Anche durante il periodo buio della crisi, negli USA c’era un fermento di idee incredibilmente attraente: opportunità in nicchie ancora inesplorate nel nostro Paese, il contatto quotidiano con storie di successo “extra-ordinarie”, lo spirito di adattamento di molte realtà aziendali. Tutto ciò mi ha trasmesso energia ed infuso idee che sentivo di poter mettere in pratica solo fuori dall’Italia.

Dopo l’MBA ho fatto colloqui tra l’ Europa e gli Stati Uniti, mentre lavoravo come freelance  a New York  su progetti di marketing strategico e business planning.  Dal  2009 collaboro full time con  una multinazionale pubblicitaria, prima a New York ed ora in Germania, dove coordino strategie media a livello globale per uno dei nostri maggiori clienti.  Al momento mi trovo a Francoforte: il cliente per cui lavoro è a Seul, il mio team è aperto 24/7, lavoriamo con 30 fusi orari e 65 Paesi.

Contrariamente ad altre storie, io ho scelto il lavoro prima della città in cui vivere, ma mi sento coerente con chi volevo essere: capire come operano diversi mercati e lavorare su progetti  con colleghi in Africa, Medio Oriente, Asia, Europa dell’Est, America Latina. Il contatto con loro è una fonte d’ispirazione continua, indispensabile per trovare le soluzioni di business adatte ai mercati con cui lavoriamo o, a volte, applicabili su piú mercati.

In questi anni all’estero ho incontrato moltissimi cervelli in fuga dall’Italia e credo che in un certo senso apparteniamo ad una “sottocultura”. Siamo tutti un po’ Ulisse. Solo che preferiamo restare a distanza da Itaca…

Mi piacerebbe tornare in Italia, ci sono le mie radici. Ma le condizioni devono essere diverse, ci vuole un cambiamento culturale che consenta di investire sul talento, invece di farlo scappare. Magari proprio guardando alle best practices straniere, possiamo comprendere quali sono le condizioni che attirano i talenti e diventare così la méta non solo dei nostri cervelli in fuga, ma anche di quelli degli altri Paesi!”

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.