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Quando le scelte (di studio) contano

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che un nostro ascoltatore, Massimiliano, ci invia dalla Svizzera. Massimiliano tocca un tema fondamentale, suggerendoci di ampliarlo nel corso delle prossime puntate. Quello della scelta del percorso di studi. In un mercato globale molto competitivo, suggerisce Massimiliano, è rischioso non pianificare bene le proprie scelte formative. Leggete con estrema attenzione le prossime righe:

“Ho 35 anni, vivo e lavoro all’estero dal 2006: mi occupo di finanza d’impresa, al momento nel settore delle materie prime. Il mio percorso umano e professionale e’ partito dalla mia città di origine, Salerno, per poi dipanarsi, in cronologica successione, a Roma, Milano, Londra, Bruxelles ed ora Ginevra. Cinque citta’ in 10 anni. 

Vorrei suggerirti di ampliare un tema che ho trovato sin qui poco discusso: quello delle scelte giuste fatte dall’inizio, e di quanto queste facciano la differenza.

Sento spesso storie di ragazzi brillanti, che hanno fatto strada all’estero e che lavorano nella City, in JP Morgan, Morgan Stanley o in primari studi di architetti ecc.. Mi accorgo però che il 90% di loro ha fatto la scelta giusta sin dall’inizio, avendo studiato in università italiane di alto “standing”. Mi ero confrontato già con questo argomento all’inizio della mia carriera, quando amici che -appunto- avevano fatto la “scelta giusta”, riuscivano ad essere chiamati per mille colloqui di lavoro senza troppi sforzi. Nel corso degli anni devo dire che questo trend si e’ confermato… soprattutto nelle nuove generazioni.

Personalmente ho avuto la fortuna di fare un percorso completo, partendo dalla base, e arrivando piano piano sempre più in alto. Non me ne pento, ma è costato tanto in termini di sforzi, rabbia e delusioni.

Il consiglio che mi sento di dare alla famiglie italiane oggi è di consigliare (senza imporre) scelte intelligenti ai propri figli, andando a colmare l’attuale vuoto di conoscenza generale. L’Italia non e’ fatta solo di talenti (in grado di fare le scelte giuste al tempo giusto), illuminati imprenditori o figli di papà… capaci di pagarsi le università migliori.

Ciò che viene negato oggi in Italia e’ la possibilità per i giovani “NORMALI” di arrivare a traguardi importanti, semplicemente seguendo una strada giusta e sacrificandosi. Questo all’estero e’ possibile: da noi no.

Un caro saluto e complimenti ancora per la trasmissione”.

MASSIMILIANO

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