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Emigrare per Crescere

Perché questa generazione, la generazione dei nostri ventenni, rivoluzionerà questo Paese. Se mai sarà messa nelle condizioni di farsi classe dirigente… un giorno. La risposta la trovate nella lettera che ci ha inviato Arianna, 20 anni, che indica una strada ben precisa ai suoi coetanei. Emigrare per crescere, emigrare per scoprire nuovi orizzonti. E uscire dalla provincialità italiana:

“La mia storia è forse un po’ diversa da quelle pubblicate sul blog. Perchè non sono una expat veterana, ma una expat in progress! Ho 20 anni, compiuti da poco, e vivo all’estero da circa tre anni: un anno in Cina, poi un anno in Italia per finire il liceo e, da due anni vivo a Le Havre, Normandia. Perché vi scrivo? Non ho l’esperienza di molti altri expats, non lavoro… Il motivo è che io non me ne sono andata dall’Italia perché dovevo, non me ne sono andata via per necessità, ma per voglia. C’è quest’idea che tutti i migranti italiani siano gente esasperata dalla deprimente situazione in Italia, che se ne vadano perché non ne possono più. C’è del vero in questo, ed è innegabile che la situazione in Italia – soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro – sia abbastanza deprimente. Ma perché aspettare per partire? Io ho deciso di andarmene prima, per curiosità, per voglia di viaggiare, e non me ne pento minimamente. La mia prima “vera” esperienza all’estero è stata a Pechino, Cina, all’età di 16 anni. Decisi di partire per uno scambio culturale al liceo con Intercultura, e da lì non mi sono più fermata: è stata una decisione che ha cambiato completamente la mia vita. Ero cresciuta sentendo dire che non c’è nulla di meglio dell’Italia, che “chi non vorrebbe vivere qui? Ma dove lo trovi un mare del genere? E l’arte, il cibo…?”. Invece, una volta arrivata nel “regno di mezzo”, ho incontrato una miriade di gente che ama il proprio Paese, la propria Nazione, ma che vuole di più, vuole conoscere il nuovo, vuole avere a che fare col diverso. Ora in Sciences Po, l’università in cui studio, siamo tutti degli “expat-wannabes”, nessuno lo fa per necessità, ma per amore per questo stile di vita. Mi piacerebbe che in Italia questo fosse chiaro. Emigrare è bello, nel XXI secolo avere voglia di scoprire, soprattutto a vent’anni, è normale, è sano. Che non esiste solo l’Erasmus a Barcellona, o Londra per un lavoro decente, dopo innumerevoli contratti con i call centers. Se avete talento, partite. Partite per scoprire, partite per rendervi conto che l’Italia è bella, ma c’è tanto altro da vedere. E non solo i vostri talenti saranno riconosciuti, ma ne svilupperete altri. 

Just my two cents :)”

ARIANNA

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