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Architetto a Perth, Australia

Una traversata oceanica e tra i continenti, per approdare in Australia. Dove il lavoro è “rispettato”. Dove essere giovani non è un handicap. Anzi. E’ una risorsa. Dall’Italia se ne vanno -sempre di più- anche i giovani architetti. Emigra la nostra creatività. E che resta? Oggi a “Giovani Talenti” la storia di Giuseppe Vestrucci, 34enne architetto di stanza a Perth, dove lavora per lo studio numero 1 in Australia ed Asia. Giuseppe ha scelto di presentarsi così ai lettori del blog:

“Sono venuto in Australia per proseguire un percorso professionale iniziato a Londra, dopo la laurea nel 2004. Dopo alcuni anni passati lavorando prima a Milano, poi a Roma, in due delle società di architettura più importanti d’Italia, mi sono trasferito a Perth, capitale del Western Australia. Il boom minerario ha portato -e sta portando qui- ingenti capitali locali e stranieri, dalla Cina e dagli USA. La città sta cambiando volto velocemente.

Lavoro per Hassell in qualità di designer e project architect, ovvero seguo un progetto dal concept fino alla fase di dettaglio. Hassell è uno dei network di architettura più evoluti al mondo, da diversi anni il numero 1 in Australia e Asia. Da tempo cercavo di avvicinarmi a questo tipo di corporate, perchè garantiscono dei contratti di lavoro molto interessanti: provai a New York nel 2008, ma la nota crisi era alle porte e non se ne fece nulla. Nel nostro network di 12 studios (con una media di 150 persone per ufficio) l’approccio al design e’ democratico, e c’e’ molto rispetto per ogni idea proposta. Il rispetto nasce dalla capacità dei designer italiani di essere flessibili. Il “multitasking” è sicuramente la caratteristica più richiesta e apprezzata a questi livelli, e la nostra preparazione universitaria, più completa ed eterogenea, costituisce un grande vantaggio. 

Ogni architetto sogna di avere il suo studio, ma questa è spesso un’utopia in Europa. Esiste invece la possibilità di avere carriere importanti in grossi studi corporate, che investono sul talento individuale e cercano professionisti con background solidi e voglia di crescere.

Ottenere un visto 457 al momento non è impossibile, ma occorre saper cercare nei posti giusti e presentarsi nel modo giusto. In particolare il mondo professionale anglosassone è molto competitivo e specialistico, e va approcciato in modo differente da quello italiano. Credo che da qui a 10 anni guarderò indietro… e non sarò mai grato abbastanza a questo Paese, per l’opportunità che mi ha dato”.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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