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Un Manager per la Banca di Sua Maestà

Storia esemplare e paradigmatica, quella che vi raccontiamo oggi a “Giovani Talenti”. Storia di un trentenne che in Scozia ce l’ha fatta, a realizzarsi professionalmente. In Italia aveva percepito un’enorme indifferenza verso il suo titolo di studio… una laurea ottenuta a prezzo di durissimi sacrifici, suoi e della sua famiglia. Il protagonista della puntata di questo sabato si chiama Daniele Giommi, ha 30 anni e un ruolo manageriale all’interno di una delle banche più esclusive del Regno Unito. Così Daniele si presenta ai lettori del blog:

“Sono Daniele Giommi, 30 anni, nato in un piccolo comune marchigiano (Fano). Proveniendo da una realta’ rurale ho sempre visto nello studio l’opportunità’ per una vita migliore. Studente modello, mi sono laureato a soli 21 anni all’Universita’ di Ancona nella laurea triennale di Economia e Finanza, con 110 e lode. A 23 anni ho completato la laurea specialistica in Finanza, Banche ed Assicurazioni, con un altro 110 e lode.

Dopo cinque anni di sacrifici universitari per me ed i miei genitori, mi sono scontrato con una realtà lavorativa ben diversa… nonostante ciò ho girato tutta l’Italia (da Milano a Roma, da Bologna a Genova), alla ricerca di un lavoro. Alla fine, sono stato costretto ad emigrare all’estero, perché in Italia i neolaureati non li vuole nessuno.

Dopo un anno a New York mi sono trasferito in Scozia, dove ho trovato l’ambiente ideale per metter su famiglia. Nel 2008 l’azienda per cui lavoravo e’ fallit,a e nonostante la Scozia fosse in piena crisi sono riuscito a trovare un altro lavoro nel giro di due mesi.

Nel 2010 sono stato assunto come Senior Associate Accountant da Life Technology una multinazionale americana che centralizzò tutte le funzioni finanziarie per i Paesi europei in Scozia: questo comportò il licenziamento di tante persone che lavoravano nell’ufficio di Monza, in cui sono stato per due mesi, per acquisire le conoscenze di coloro che erano stati licenziati. E’ stato un periodo molto duro, ma allo stesso tempo interessante, che mi ha fatto riflettere ancora di più su quella che e’ la realtà italiana. Nessuna azienda vuole investire in Italia, dove il mercato del lavoro e’ il più rigido d’Europa e dove i sindacati difendono la casta dei lavoratori contro ogni forma di liberalizzazione, condannando i disoccupati a rimanere tali per il resto della loro vita. Anche il Nord Italia sta ormai soffrendo ed e’ incapace di competere con il resto d’Europa, come dimostra la mia esperienza.

A Maggio di quest’anno sono stato assunto come Financial Control Manager dalla RBS: mi occupo di Coutts UK, la banca in cui ha il conto corrente la regina. Gestisco un team di due persone… entrambi scozzesi e più anziani di me.

Quest’anno sono pure diventato membro ACCA (Association of Chartered Certified Accountant): qualifica che mi e’ stata sponsorizzata dalle compagnie per le quali ho lavorato, perché in Scozia le aziende continuano ad investire sul personale.

Mi sono chiesto più volte se valesse la pena tornare in Italia, ma avendo una bambina di 2 anni mi domando: se torno che futuro le offro? Studiare fino a 24 anni per ritrovarsi disoccupata o lavorare gratis come stagista? Ed allora purtroppo non ho scelta… senon quella di rimanere all’estero”.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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