Radio24 | Il Sole 24 ORE

Visti dalla Cina

Alberto è un ascoltatore di Radio 24 e di “Giovani talenti”. Vive in Cina: qualche settimana fa ha preso pc e tastiera, per inviarci una riflessione estremamente interessante. Soprattutto nel finale. Da leggere, soprattutto per gli appassionati di Estremo Oriente (e magari futuri espatriandi in Cina…):

“Sono residente qui in Cina, a Nanchino, dal 1999. Passati alcuni anni a Pechino, sono tornato qui, dove il fermento e’ palese. Crescita incredibile e possibilità per tutti a 360 gradi.

Sono un manager in una grossa azienda di componenti per auto, e ho anche investito in ristorazione da poco tempo. Mia moglie (polacca, conosciuta durante un espatrio) gestisce il locale. Le mie figlie, nate qui, frequentano la scuola americana e parlano 4 lingue.

All’estero e’ più facile trovare posto, dato che la disponibilità ad uscire dallo Stivale e’ bassa, quindi le aziende hanno difficoltà a assumere risorse adeguate. Parallelamente, chi va all’estero e’ pronto a rischiare un po’ di più, ad avere un lavoro più stressante e con meno certezze quotidiane. Io per esempio lavoro da 20 anni all’estero (Polonia, India, Cina) ed ogni anno sono sulle spine perché non ho certezze che l’azienda possa o meno cambiare idea sul mantenimento della mia posizione. 

Sicuramente un’ esperienza fatta allestero aiuta a vedere le cose (tutte, dal lavoro alla vita quotidiana) da diverse angolazioni, e riconsiderare tutto cio’ che si usa dire in Italia. 

Considerazione mia personale: se i nostri Politici potessero fare esperienze simili , potrebbero facilmente imparare ad implementare moltissime politiche che probabilmente esistono gia’ in altri Paesi… persino in Cina, che e’ ufficialmente un Paese ancora governato da dittatura, esistono politiche di sviluppo avanzatissime in molti campi. Qui si vive nel futuro per buona parte della tua giornata. Poi svolti l angolo e ti trovi magari indietro di 100 anni. 

Insomma , l‘unione fa la forza e solo avendo un’analisi di mercato adeguata (vale non solo per le vendite ma anche per la politica) si puo’ costruire investendo il giusto. L’Italia manca in marketing e in R&D, e pensa di non avere bisogno di questo perche’ ci siamo arenati sul nostro benestare – che a tutt’oggi non e’ ancora calato sufficientemente per farci capire quanto siamo “malati”. 

Sarebbe bello avere un’Italia sana e che pensi al futuro. Oggi non esistono segni di battito cardiaco. 

Io intanto investo in Cina avendo gia’un ristorante, lavorando per un grosso gruppo automobilistico e pianificando altre due interessanti attività che possano garantire sostentamento ai miei figli”.

ALBERTO

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.