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Storie di Fantascienza – Dal Lussemburgo

…Come altro definireste questo racconto “postato” da Dario sul Gruppo Linkedin de “La Fuga dei Talenti”? Vengono alla mente le recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: l’Italia ”deve diventare il piu’ rapidamente possibile un Paese aperto ai giovani, deve offrire opportunita’ non viziate da favoritismi e creare -per il lavoro- sistemi assunzione trasparenti, che creino un vero ascensore sociale e smentiscano ”la convinzione che le raccomandazioni servano piu’ dell’impegno personale”.

Come…? Basta copiare il Lussemburgo!

“Si parla spesso di raccomandazioni, spintarelle, segnalazioni più o meno forti: vorrei offrirvi il “solito” punto di vista non-italiano.

Da oltre un anno e mezzo vivo lontano dalla mia famiglia per motivi professionali: il mio Presidente qualche settimana fa mi chiedeva come e se poteva rendersi utile per far sì che mia moglie riuscisse a trovare un lavoro in Lussemburgo, cosa non facilissima, vista la specializzazione che la sua professione richiede.

Inevitabilmente, il pensiero cade su conoscenze e amicizie sue (del capo) che possono, come dire… tornare utili. La sua conclusione dopo una chiacchierata di 10 minuti, ad ogni modo, è stata: “sicuramente se mi arriva qualcosa all’orecchio ti passo l’informazione ed i riferimenti, ma non me la sento di telefonare in giro e spingere perchè la chiamino, anche solo per un colloquio: in fin dei conti sarai d’accordo con me che raccomandando qualcuno ci si mette tutti in una brutta posizione; chi raccomanda si espone verso qualcuno che realmente non conosce; chi riceve la raccomandazione si sente quasi in obbligo di fare un favore assumendo qualcuno che magari non vorrebbe; chi è raccomandato sa di essere li perchè qualcuno ce lo ha messo e non per suo merito”.

Nonostante, forse, avrebbe fatto comodo… pienamente d’accordo, caro Presidente!”

DARIO