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“Io ce l’ho fatta” – Storia di Giangiacomo

Fa piacere ricevere lettere come quella che ci ha inviato Giangiacomo. Storia di autoimprenditoria all’italiana, la sua, nata e fondata sull’esperienza internazionale. Giangiacomo ci conferma due fatti: l’esodo dei talenti esiste, se è vero che -come scrive- molti suoi coetanei sono all’estero. Ma esistono -fortunatamente- anche le “mosche bianche”. Farcela, in Italia, in alcuni casi, è ancora possibile. Wind of change in arrivo?

Mi chiamo Giangiacomo, sono nato a Venezia, ho 37 anni e una laurea in ingegneria aeronautica conseguita all’università di Palermo. Sarò breve, perché tanto il programma non si occupa di storie come la mia, ma siccome volevo scrivervi lo stesso ne approfitto ora che i “babies” dormono…

La passione per l’Europa mi è nata durante gli Interrail che mi regalavo dopo aver superato gli esami… ma la svolta è avvenuta dopo aver fatto l’Erasmus a Limerick (Ireland), dove ho capito che -fuori dal microcosmo in cui vivevo- esisteva un mondo più bello e vario. Così, dopo la laurea, ho deciso di non provare nemmeno a cercare lavoro in Italia, nonostante arrivassero a casa mia decine di telefonate per richieste di colloquio ed offerte di lavoro nel settore meccanico ed aeronautico… i miei avranno certamente pensato che ero un pazzo a rifiutare, ma ero deciso a partire. Venti giorni dopo la laurea ho preso armi e bagagli e, dopo un breve giro in America, sono approdato in Irlanda, dove sono rimasto a lavorare fino al 2002, occupandomi di IT. Avevo 25 anni quando sono partito ed un mondo fantastico davanti… poi mi sono trasferito in Germania, dove mi sono occupato del controllo dei satelliti in orbita geostazionaria per sei mesi. Avevo guadagnato abbastanza e mi sono licenziato rimanendo altri 5 mesi a zonzo… quando stavano per finire i soldi ho pensato che forse era meglio cercare un nuovo lavoro e così ho fatto. Non so perché, ma l’istinto mi diceva che dovevo tornare in Italia, e fare tesoro delle mie esperienze per mettere in piedi un’attività tutta mia.

Lo stile di vita e le condizioni lavorative dell’Irlanda e della Germania li rimpiango tuttora che vivo a Milano da nove anni, però l’Italia mi ha dato una chance che gli altri Paesi non mi avrebbero mai dato. Oltre le Alpi avrei potuto guadagnare tanti soldi, fare una brillante carriera, godermi la vita in luoghi altamente civilizzati e rispettosi della natura e del prossimo, però non avrei mai potuto fare la libera professione.

In Italia ho messo su uno studio tecnico che si occupa di progettazione nel settore edile, ho una decina di collaboratori, un ufficio tutto mio ed il lavoro va a gonfie vele… sono il capo di me stesso. Ho potuto comprare una casa e regalarne una alla mia compagna (ora moglie)… i clienti sono arrivati col passaparola, riadattarsi al settore civile (che andava forte otto anni fa) è stato un gioco da ragazzi…. l’attenzione al cliente, la elevata precisione e rapidità con cui svolgo la mia attività, la conoscenza di cinque lingue (italiano incluso, perchè non mi va di parlare di Germania o Irlanda come Paesi esteri con le loro lingue… l’europa è una), la disponibilità, e molte altre cose le ho apprese non solo da tedeschi o irlandesi, ma francesi, danesi, australiani, sudafricani ecc.. Gente con cui lavoravo e con cui ho condiviso anni di vita… in sostanza non mi interessavano le brillanti carriere, ma la libera professione… e l’Italia in questo è senz’altro ad un livello superiore a tutti gli altri Stati.

Peccato che ho imparato anche a non essere intrallazzino, leccapiedi, simpatizzante politico, e corruttore… altrimenti ad oggi avrei uno studio tecnico da favola. Però, ripeto che riconosco a questo Paese il merito di aver dato a me (e non sono il solo) la possibilità di mettersi in proprio, in alternativa ad una splendida carriera in azienda… provate ad immaginare un ingegnere aeronautico italiano, che lavora nell’IT,che inizia un’attività in proprio nel settore edile in Irlanda o in Germania (o in un altro paese del Nordeuropa)… sarei finito a vendere noccioline dopo un mese.

Sapete come faccio a capire che ho fatto la scelta migliore??? Perchè di tutti quelli della mia generazione che sono andati via dall’Italia insieme a me, sono l’unico che viene tempestato di domande per sapere come ho fatto. Anche loro se potessero lo farebbero… 40 anni è un po’ tardi però, meno male che ho aperto gli occhi quando ne avevo ancora 28.

Scusate se sono stato noioso, adesso vado a farmi una pinta al local bar con un amico che sta arrivando. Complimenti per la trasmissione!”

Saluti,

Giangiacomo

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