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Imprenditore in Polonia

Storie di imprenditoria tradizionale, da un Paese -per noi- “nuovo”. Per la prima volta “Giovani Talenti” si trasferisce in Polonia, per raccontarvi l’esperienza di Giovanni Masini, 29enne imprenditore, che col fratello ha aperto un’impresa di similcalcestruzzo in un paesino di soli 800 abitanti, nell’estremo sud polacco. Giovanni, una laurea alle spalle, vi è approdato dopo aver girato mezzo mondo, con esperienze lavorative e di studi in Australia, Canada e Russia. Ora ha un messaggio preciso da lanciare al suo Paese di origine. Lo fa nella consueta autopresentazione ai lettori del blog:

Il mio nome e’ Giovanni e ho 29 anni. La mia famiglia e’ di origine emiliana, di Fanano.

La mia storia, per quanto varia a livello logistico (dopo i 20 anni ho vissuto in Australia, poi in Quebec, poi in Russia, ora sono in Polonia), si inquadra bene con una perenne ricerca di un contesto accattivante, lontano dall’Italia.

Della mia terra, “del bello ovile ov’ io dormii agnello”, infatti, conservo fieramente una bandiera, il DNA, il modo di rapportarsi agli altri ed il gusto per l’improvvisazione. Ma ho abbandonato da tempo quello strano sentimento, miscela di accettazione, rassegnazione, pigrizia, rilassatezza, finta-sicurezza, che inchioda i miei amici alle zone nelle quali insieme siamo cresciuti, nonostante siano veramente pochissimi quelli che non si lamentano per la propria condizione.

In Polonia ho aperto, con mio fratello, un’azienda manifatturiera. E dai timidi inizi (io ed un traduttore) le cose si sono decisamente evolute. Ora la lingua non e’ piu’ un problema, dopo tre anni siamo gia’ una trentina ed i piani per il futuro prevedono sviluppo e crescita senza sosta, con un grande ottimismo rispetto al domani.

Le maniche rimboccate del primo giorno sono ancora li’, sopra al gomito.

Vedo purtroppo l’Italia come un Paese nel quale non tornero’, se non per una sana vacanza (perche’ sembrero’ un vecchio sclerotico nel dire cio’, ma “Paesi belli come l’Italia, al mondo non esistono!”): aquiloni a Fregene, sole a Capo Vaticano, vino e finocchiona nel Chianti, musica dal vivo alle sagre della salsiccia, rampichino sugli Appennini, i quattro passi sugli sci, chiesetta dopo chiesetta in Umbria, canoa sul lago d’Iseo, motocicletta in Carnia, colazione con granatina e brioche a Taormina, Barcolana la seconda domenica di Ottobre, etc etc..

Tutte cose che amo e che spero ritornero’ sempre a fare, qualche giorno all’anno. Ma che non fanno comunque stare in piedi un bilancio tra gli aspetti positivi ed il dramma di un Paese che, generalizzando brutalmente, non funziona piu’.

Tra le tante idee ed i progetti in piedi, sono riuscito nel frattempo a concludere qualcosa che vale di piu’ dei fatturati, dei dividendi e dei traslochi. Mi sono sposato. Il mio (primo) figlio nascera’ a maggio“.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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