Radio24 | Il Sole 24 ORE

Una Credit Analyst nella Grande Mela

Giovane, donna e madre: oggi apriamo uno spaccato decisamente interessante sulla nostra nuova emigrazione professionale. Lo facciamo con la storia di Anna Alemani, 34enne Credit Analyst al lavoro a New York. E’ possibile conciliare famiglia e lavoro, all’estero? L’Italia è pronta ad accogliere i suoi talenti di rientro, con progetti imprenditoriali innovativi? La società americana è il posto ideale dove vivere? Sì, no, ni… Sono le tre risposte che emergono dalla storia di Anna. Che si presenta così ai lettori del blog di “Giovani Talenti”…

Mi chiamo Anna, ho 34 anni e sono di Milano. Laureata in Economia alla Bocconi, i primi colloqui di lavoro in Italia mi hanno depresso. Sono partita per New York con l’idea di rimanere qualche mese. Sono rimasta undici anni. Inizialmente ho lavorato per le Nazioni Unite, la Camera di Commercio di Milano. Poi ho capito che per competere negli USA dovevo studiare qui, e ho conseguito un MBA alla Columbia University. Da allora ho lavorato in finanza, prima come Bond Analyst per Standard and Poor, oggi come Counterparty Credit Analyst per la societa’ di commodity trading Noble. La mia specializzazione e’ analizzare aziende che operano nel settore dell’energia (petrolio, gas naturale, carbone, elettricità). Quello che contraddistingue la mia esperienza all’estero e’ che qui io ho “messo su famiglia”, oggi sono madre di tre figli piccoli – tutti americani. Avere una famiglia qui ti porta a vivere diversamente l’esperienza all’estero, entri a contatto in modo più diretto con la cultura e il modo di vivere locali. Questo mi ha fatto diventare piu’ critica nei confronti degli USA, e oggi vedo molto più i limiti e le contraddizioni di questo sistema, come nel campo dell’educazione o della sanità. Allo stesso tempo, come mamma che lavora a tempo pieno in finanza, vivere negli USA ha dei vantaggi, perché ci sono meno preconcetti sulle donne che lavorano, e sei comunque sempre misurata sui risultati (e non su quante ore passi in ufficio). Certo e’ dura farcela da soli, ma l’America mi ha insegnato a non mollare e guardare avanti

Io penso che il senso di inferiorita’ che l’Italia ha nei confronti dell’estero sia per molti versi ingiustificato: sia perche’ i giovani italiani sono molto capaci, sia perche’ al di la’ delle inefficienze e degli sprechi, l’Italia ha tanti vantaggi e benefici. Bisogna partire dal riconoscerli, apprezzarli e valorizzarli”.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.