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Scoprire la “Meritocrazia al 100%”. In Olanda.

Lasciarsi alle spalle la Sicilia, un comodo futuro nelle aziende di famiglia, per mettersi in gioco nel Nord Europa. Ad Amsterdam. E sperimentare una meritocrazia pura, al 100%. Storia davvero significativa, quella di Nicola D’Amato, Account Executive per il maggiore distributore mondiale di prodotti di networking. Oggi affronteremo anche, più in generale, il tema del ritardo italiano nell’innovazione. Un deficit che rischia di penalizzare fortemente il futuro dei nostri giovani, soprattutto quelli a maggiore vocazione innovativa. Nicola si presenta così agli ascoltatori di “Giovani Talenti”…

Sono Nicola D’Amato, classe 1974, nato a Palermo e residente in Olanda da circa otto anni, dove ho sviluppato il mercato italiano per multinazionali taiwanesi e statunitensi.

Oggi sono Account Executive per il piu’ grande distributore indipendente al mondo di prodotti di networking, una multinazionale con Headquarter in California – Santa Barbara –  e sedi a New York , Londra, Amsterdam e Singapore.

Non sono un talento, non sono un ricercatore scientifico, non sono mai stato il primo della classe, tuttavia sono riuscito a raggiungere gli obiettivi che fino ad adesso mi sono prefissato. E ogni volta che ne raggiungo uno ne fisso subito un altro, ancora piu’ difficile.

Credo che il successo sia qualcosa di molto personale, e vivere seguendo le proprie passioni sia la chiave per rimanere motivati.

Credo che la mia, per un emigrante, sia una storia atipica: grazie alla mia famiglia, che gestisce a Palermo attivita’ commerciali e un albergo, non solo avevo un “posto fisso” assicurato, ma anche la possibilita’ di poter mantenere un buon tenore di vita. Tuttavia, al contrario di quello che tanti avrebbero fatto al mio posto, ho considerato la mia “fortuna” non come un legame, ma come un mezzo per essere piu’ liberi, per poter tentare qualcosa di differente e poter crescere professionalmente e come uomo.

Oggi vivo la vita che ho sempre desiderato vivere:  continuo, anche alla non piu’ giovanissima eta’ di 37 anni, a sognare e a stabilire dei goals personali che mi rendono attivo e mi fanno sentire “vivo”.

Non so se questo sarebbe stato possibile in Italia, ma sicuramente non ritornei, perche’ non credo -al momento- di poter migliorare la qualita’ della mia vita facendolo“.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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