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Il Paese delle Disuguaglianze – La Replica

Il blog di “Giovani Talenti” è ormai un vero e proprio forum di discussione. Alla provocazione lanciata dal gruppo della Fonderia Oxford (nel post “Il Paese delle disuguaglianze” – clicca qui per approfondire), risponde un altro assiduo ascoltatore della nostra trasmissione, Dario. 

Di seguito la sua replica:

Ciao Sergio,

il recente post della Fonderia Oxford mi ha lasciato un po’ interdetto: seguo dal Lussemburgo l’attività davvero ammirevole di questi ragazzi, ma alcuni concetti lasciati trasparire nella recente pubblicazione sul tuo blog ritengo meritino -quantomeno- un punto di vista alternativo. In particolare, sento di dover toccare due punti fondamentali.

Considero anzitutto fondamentale combattere con forza l’idea strisciante che “chi ha di più va bastonato”: mettere sullo stesso piano chi si è riempito le tasche usando furbescamente il sistema (contribuendo a renderlo peggiore) e chi invece è un “privilegiato”, grazie agli sforzi del proprio lavoro e delle proprie idee è un esercizio pericoloso. Che rischia di far additare come colpevole chi ha di più, indipendentemente dai meriti e dal contributo offerto.

Non trovo giusto mettere nello stesso cesto l’imprenditore che percepisce una cosidetta “pensione d’oro”, perchè per quarantacinque anni ha doverosamente versato i propri contributi, giusti o iniqui che siano, con il politico che ha passato mezza legislatura tra gli scranni. Il concetto di merito e risultato deve essere la guida! Ve la sentireste forse di trattare allo stesso modo la pensione di Carlo Azeglio Ciampi e quella di uno Scilipoti qualunque?

Simile, ma più accorata e ferma risposta, voglio dare invece per quanto riguarda i professionisti all’estero: credo davvero, ragazzi, che molti di noi si sentirebbero offesi nel profondo, nel sentirsi parte di quanti hanno avuto la fortuna di fare esperienza all’estero, per poi finire rappresentati come un frammento privilegiato della società italiana. Scusate, ma proprio non ci siamo!

La gran parte di chi l’Italia la guarda da fuori sono persone che hanno avuto sì la possibilità, ma anche il coraggio di “far fagotto ed andare”, magari dopo anni di autentiche umiliazioni professionali, prospettive inesistenti e lavori frustranti, a coronamento di un decennale e costante impegno formativo.

Molti di noi, credo, sarebbero stati ben contenti di fare un’esperienza all’estero e rientrare nel proprio Paese. Ma la realtà è un’altra, e parla di persone che se ne sono dovute andare e che, nella grande maggioranza dei casi, fanno fatica a rientrare, ammesso ne abbiano ancora la volontà.

Siamo persone, scusate l’immodestia, di cui invece l’Italia avrebbe bisogno, perchè abbamo messo il naso fuori dalla porta imparando cose nuove. Perchè parliamo le lingue, perchè abbiamo maturato un capitale umano e professionale che in Italia si trova con rarità, perchè abbiamo dimostrato il nostro valore, quando sistemi maggiormente meritocratici ce ne hanno dato modo.

Io me ne sono andato dopo un anno e mezzo di infruttuose ricerche di lavoro, vedo la mia famiglia due week-end al mese: non mi sento un privilegiato, se non in forza delle scelte che ho avuto il coraggio di fare e seguendo l’attività di Sergio si può facilmente realizzare quanto la mia situazione, purtroppo, sia diffusa tra gli expats.

Cari ragazzi della Fonderia Oxford, continuerò a seguire quanto portate avanti e mi auguro di avervi fornito almeno uno spunto di riflessione “alternativo“”.

DARIO

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