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Fare Squadra. Per abbattere l’Immeritocrazia.

Ho molto apprezzato questa e-mail che ci ha inviato Francesco, Executive Coach e Consulente di sviluppo della leadership. Una lettera che fornisce un’angolazione interessante sul tema dell’inserimento dei giovani talenti, dalla maggiore apertura internazionale, nella “stanza dei bottoni” della classe dirigente. Vi invito a leggerla con estrema attenzione. Penso che fornisca un’ottima quadratura del cerchio, in ottica futura.

Buongiorno,

come Executive Coach seguo ed accompagno diversi giovani professionisti nei loro percorsi di sviluppo personal-professionale.

E’ vero che i giovani talenti sono spesso latenti nelle aziende italiane, in quanto soffocati da una cultura conservatrice dei 50-60enni.

Quello però su cui bisogna far cultura è, a mio avviso, la capacità di riconoscere e valorizzare il <<saper fare>> di ciascuno, indipendentemente dal titolo di studio e dalla professionalizzazione, pur meritoria, di un MBA conseguito all’estero. Infatti, la capacità di fare squadra è ancora più importante di quella di avere dei Team Leader.

A nulla servirebbe allevare una nuova classe dirigente se poi, questa nuova classe dirigente, andasse a barricarsi dentro nuovi “centri di potere” dentro le organizzazioni, che diventano così impermeabili allo scambio di competenze interne.

Il tema centrale è quindi quello di diventare manager-coach nei propri rispettivi Team, che diventeranno così “centri di eccellenza” capaci di sfidare  e battere gli obsoleti “centri di potere” oggi autoriferiti“.

FRANCESCO

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