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Un altro insegnante ci scrive…

E due. Un altro insegnante ci scrive, per confermare il senso di frustrazione dei nostri docenti. Dopo Massimilano da Lecce, ora Claudio da Roma. Che si ricollega alla lettera di Massimiliano, approfondendo la riflessione. Personalmente leggo in queste righe una grande voglia di cambiamento. Una grande voglia di ribaltare una situazione che -così- non funziona più. Di riattivare un circolo virtuoso, che porti il capitale umano -soprattutto quello giovane- al centro del progetto-Paese. Continuate a scriverci, continuate a inviarci le vostre riflessioni:

Se le ha fatto piacere la lettera del collega Massimiliano di Lecce, penso le farà altrettanto piacere sapere che siamo almeno in due a pensarla così.Sono un insegnante anch’io, di Discipline geometriche e architettoniche in un Liceo artistico a Roma. Anch’io la ascolto tornando in macchina al sabato, e stavo proprio pensando di scriverle quando ho trovato il commento alla lettera del collega.

Avrei scritto quasi le stesse cose, punto per punto, quindi ho rinunciato. L’unica differenza è che io avrei messo un maggiore accento sulla rabbia che provo come contribuente, perché – poco che ci paghino – l’istruzione statale costa al cittadino una quantità di soldi, e poi i suoi frutti migliori sono costretti ad andarsene perché qui si pratica la troticoltura. E se questi giovani hanno così spesso successo, vuole anche dire che l’istruzione che diamo loro non è poi così male come si dice.

Potrei aggiungere che ho personalmente sperimentato, tanti anni fa (quando ero giovane anch’io), gli effetti della mentalità nazionale. Non mi è rimasto che fare l’insegnante, dato che -di espatriare- non me la sono sentita. Ma su questo è libero di non credermi, non ho la controprova di quello che sarei riuscito a fare.

Anch’io considero la sua trasmissione tra le più utili in assoluto, e vorrei che avesse più risalto, anche televisivo.

Con un augurio e un grazie per il suo lavoro, la saluto cordialmente,

CLAUDIO

 

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