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Io vi auguro…

Thumbs up per Laura! La nostra ascoltatrice dalla Svizzera ci ha inviato una lettera in grado di commuovere. Le energie di cambiamento ci sono, ed esistono. L’Italia ha probabilmente ancora una speranza. Risposta nei suoi giovani di talento: globali, determinati, umili, decisi a giocare con nuove regole. Lettera da leggere fino alla fine. E da commentare online!

Mi chiamo Laura, ho 25 anni: tre anni fa ho lasciato Torino per la Svizzera.

Inventarsi! Vorrei iniziare il mio breve racconto con la parola che ha segnato i miei ultimi anni: inventarsi, provare e cambiare. Avevo 22 anni, e non avevo idea di cosa avrei desiderato modificare nella mia vita. Ero unicamente spinta dal rifiuto verso il clima di stallo e pessimismo, respirabile ogni giorno in Italia. Allora ho scelto di cambiare.

Una borsa di studio per l’America: poi il test d’ingresso superato in un’università svizzera per studiare Finance. Lasciavo tutto a Torino: famiglia, nonni, amici, fidanzato. Ma con quei 22 anni qualcosa dovevo farci…

Voglio raccontare non dei miei (piccoli) successi, ma dell’entusiasmo trovato, respirato e fatto mio. Fuori Italia non esiste il paradiso, perché si è lontani dal proprio Paese e dunque -per definizione- si hanno grandi possibilità che questo sia l’inizio di un percorso arduo e con ostacoli. Ma si può trovare la chance per fare-fare-fare-fare: studiare tanto, lavorare tanto, impegnarsi tanto. E tutto questo all’estero è ricompensato.

Io ritengo che, tuttavia, non si possa partire a 22 anni con l’idea: “sono stufo, vado all’estero (come spesso leggo o sento, anche in riferimento ad età più avanzate)”. E’ un percorso che deve cominciare prima, scegliendo strade più toste e faticose, necessarie per guardare il mondo con lenti diverse, per cercare nella nostra quotidinità qualcosa per cui stupirsi. Bisogna allenarsi a questo, non arriva da solo. Ed abituarsi all’idea che chi non fatica prima fatica dopo (come direbbe mia madre).

Vorrei essere l’ennesima voce a sottolineare che non c’è bisogno di arrivare da famiglie facoltose per fare percorsi all’estero. E’ necessario invece saper far rinunce, spesso condurre uno stile di vita molto moderato per far fruttare quei pochi soldini che ogni giovane italiano può portarsi dietro, donato dai genitori.

Fuori Italia la meritocrazia ha un valore, sia negli ambienti universitari (ho vissuto con borse di studio nella mia esperienza in Silicon Valley, così come nel percorso di studio di due anni in Svizzera), che nel mondo del lavoro (le porte si aprono per i ragazzi giovani formati ed audaci!)

Sogno un mondo diverso da questo in cui viviamo oggi, dove tutti possano assecondare la propria natura e le proprie passioni… e trovare ugualmente uno spazio nel mondo. Tuttavia ho presto imparato ad affrontare il domani con la durezza e la determinazione richiesta oggi. Non c’è piu spazio per tutti i sogni nel cassetto. Bisogna accettarlo. Solo pochi, proprio pochi, possono permettersi certe scelte (peraltro è così dall’inizio del mondo!), gli altri devono inventarsi, provare e cambiare. Tutti i giovani del mondo.

Quando nelle sere d’estate dopo lavoro (contratto a tempo indeterminato in un Private Banking di una banca svizzera), salto in sella alla mia bici da corsa e pedalo su per le colline, mi sento leggera. Certo, continuo ad essere poco equipaggiata per stare al mondo, come molti di noi oggi, ma con la serenità addosso di aver scelto di mordere la vita, che mi ha restituito un sorriso. Ci sono volute molte lacrime per quel sorriso. Ma ora pedalo veloce, e la vista sul lago da lassù è incantevole.

Mio padre -quando ero all’ultimo anno di liceo- mi raccontò un giorno tra le lacrime (ricordo cosi bene quel giorno…) il suo dispiacere nel vedermi crescere in tempi di rallentamento economico e sociale come questi d’oggi, e per la mia probabile difficoltà nell’affrontare la più semplice -ma speciale- conquista per un italiano: l’acquisto di una casa, la prima, frutto di sforzi e risparmi. Lui riteneva che questa sarebbe stata un’esperienza di vita importante, che io rischiavo di mancare. Tra un paio d’anni, tra le mie di lacrime, gli proverò che non mi perderò questo pezzo di vita.

Vi auguro audacia, coraggio, entusiasmo e perseveranza per giocarvi il vostro sorriso migliore. Con il talento italiano apprezzato ovunque nel mondo.

Vi auguro anche di coltivare dentro di voi l’umiltà più profonda nel camminare per il mondo. Come dice Erri de Luca in uno scritto che adoro, “Molti di questi valori non ho conosciuto”, ma con energia combatto ogni giorno per farli miei sempre più“.

LAURA

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