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Perché se ne vanno? Una risposta…

Analisi impietosa del sistema-Italia, quella inviata dalla nostra ascoltatrice Aldona. Analisi spietata della sua classe dirigente, sia produttiva sia accademica. Analisi che vi consegnamo per la lettura, nella speranza di riuscire a fare ulteriore luce sui motivi dell’esodo dei nostri giovani professionisti più qualificati:

“Alla domanda fondamentale: “ perché se ne vanno?”, si potrebbe rispondere semplicemente: l’intelligenza non è ereditaria. Il sistema capitalistico italiano a carattere prevalentemente famigliare, dovendo interagire nell’immediato con quello europeo–renano –  della Germania e della Francia, Paesi che maggiormente  imprimono e impongono il ritmo e l’andamento dell’economia europea, non riesce a conquistarsi gli spazi sufficienti che meriterebbe.

Il “ troppo qualificato”  Paolo con il suo vagare per l’Europa è una delle testimonianze che evidenziano le carenze di tale sistema  – incrementale , autoreferenziale,  poco propenso ad avvalersi del sapere, delle innovazioni e delle idee offerte dalle persone altamente specializzate. Inoltre il suddetto sistema crea inevitabilmente e non solo un assetto socio – politico, culturale ed economico peculiare, in Italia ma anche in Portogallo o Grecia, Paesi simili per l’andamento e struttura  economica, fatti di piccole e medie industrie, ma anche, di conseguenza, una diversa mentalità: mancano i “ fiancheggiatori “ del sapere pronti ad accogliere e a sostenere il progresso in vari campi che le nuove generazioni si sforzano di attuare. Tutto ciò dà vita a delle eccellenze italiane di cui così spesso si parla ma che sembrano un corpo estraneo, a sé stante, e non riesce a renderle un quotidiano andamento, inserite e assestate a pieno titolo nella società , valorizzate e apprezzate.

Anche il problema di gerontocrazia, per certi versi falso, andrebbe visto  in un ‘altra ottica. Le università italiane, fra le più antiche nel mondo, hanno cambiato nel tempo il loro orientamento: non “producono” più le grandi scuole, sedi di vivaci e fruttuosi scambi intellettuali diretti fra le generazioni  – si limitano o, meglio dire, sono spesso costrette a proporre dei monologhi impartiti dai luminari alla platea che rimane un muto spettatore – senza la possibilità di replicare,  quasi autodidatta. Non pone domande e non si pone domande  – perpetua lo scibile”.

ALDONA

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