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Donna. Architetto. A NYC.

Emigranti per necessità, più che per scelta. Perché parte di una generazione nomade, globale, che in molti casi può solo offrire il proprio talento. E la propria competenza. Georgina Lalli, 29enne architetto negli Usa, si considera per certi aspetti una “rifugiata”. Lei che nell’Italia dei suoi avi era tornata a soli otto anni. Allora forse un futuro c’era, in questo Paese.

Nel volgere di soli vent’anni, chi ha talento e ambizione, ma non i contatti giusti, deve rifare la valigia. L’Italia è ancora la terra delle possibilità? Non si direbbe proprio, ahinoi…

“Considero me stessa una rifugiata economica. Prima rifugiata Argentina in Italia, poi rifugiata Italiana nel Mondo. Rifugiata per necessità economiche ed intellettuali, per poter essere nel posto in cui valga piú la pena essere al momento giusto, perché essere cittadini del mondo non è una roba da ricchi, è una roba da povere intellettuali, creative,  appassionate, e perseveranti persone alla ricerca del meglio.

Nata in Argentina, ma di discendenza italiana, sono arrivata in Italia a otto anni con i miei genitori, nel 1990. Laurea in Architettura nel novembre 2008, in sei anni e con 110 e lode, esame di Stato a Firenze, 20 giorni dopo la laurea, tre lingue perfettamente fluenti, senza nessuna prospettiva di lavoro in Italia, e un centinaio di curricula mandati a vuoto, sono ripartita nel febbraio 2009. Le mie “povertunitá”, guadagnate con la sola presentazione del curriculum, sono state intense, dure ed illuminanti. In studi di fama internazionale, come EMBT Miralles Tagliabue a Barcellona, e KKAA Kengo Kuma a Tokyo. In queste esperienze ho capito di essere parte di una generazione sacrificabile, e ho deciso di investire su me stessa per acquisire piú competenze, accedere a un mercato piú competitivo ma anche piú giusto, ed uscire dal circolo vizioso in cui cio’ che fa un giovane puó essere fatto anche da un altro (dato che il metro di giudizio è la sola capacita di utilizzare uno o piú software).

Grazie al Prestito d’Onore della Banca Sella ho fatto richiesta ed ho potuto completare il Master in Advanced Architectural Design alla Columbia University di New York, il programma piú sperimentale delle Ivy League Universities degli USA.

Ora lavoro a BAM-Studio, studio di architettura basato a Soho, NY, fondato 12 anni fa, 25 architetti, eta’ media 29 anni, specializzato in design di alta tecnologia per campus di ricerca, ospedali, imprese farmaceutiche ed uffici corporativi. Questa settimana, dopo sei mesi dalla mia assunzione -“indeterminata finche’ dura”- ho portato a termine il mio primo progetto come Project Leader-in training-, con una supervisione minima (ma efficace) che, è testimone di una logica d’impresa che si basa sul saper delegare per poter crescere, raramente vista nell’ambito dell’architettura italiana, ma spesso anche internazionale”.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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