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+++Il “Manifesto dei Giovani Talenti”+++

Un grazie sentito a tutti i nostri ascoltatori, che a partire da gennaio hanno inviato le loro proposte per partecipare alla compilazione del primo “Manifesto dei Giovani Talenti”, che leggiamo in onda nella puntata di oggi di “Giovani Talenti”. Tra tutte le proposte pervenute abbiamo selezionato questo Decalogo. Buona lettura… e fate circolare online!

IL MANIFESTO DEI GIOVANI TALENTI

 -TALENTI ALL’ESTERO: UN MOTIVO PER TORNARE…

+Dario, dal Lussemburgo 

Un motivo, forse IL motivo, che mi porterebbe a tornare in Italia è semplicemente il RISPETTO. Rispetto per le mie competenze. Per le mie capacità. Per le mie potenzialità. Per la mia voglia di crescere. Per la mia voglia di impegno e risultati. Per la mia voglia di vincere. Per la mia appassionata lealtà. Per quello che… non mi è stata data l’opportunità nel mio Paese. Per quello che ho dimostrato all’estero. Per quello che potrei fare in Italia. Per il piccolo ma significativo contributo che posso dare in questo momento. Perchè sono il primo a scommettere su me stesso.

+Paola, 25 anni, ricercatrice, da Helsinki 

Voi chiedete cosa mi convincerebbe a tornare: difficile dirlo… posso però dire cosa mi avrebbe convinta a restare – forse: rispetto per il mio lavoro e per la mia professionalità. Un futuro davanti a me, una concreta immagine del mio avvenire. I giovani oggi vivono alla giornata, devono farlo perché con ciò che trovano non è possibile fare altrimenti… ma così nulla si potrà mai costruire.

+Massimo, 38 anni, da Bonn 

Tornerei in Italia se ci fosse un mercato del lavoro competitivo, dove la gente è assunta e soprattutto licenziata sia nel privato, ma -soprattutto- nel pubblico. Tornerei in Italia se ci fossero politici veri che non scendono a compromessi se non per il bene del Paese, e se ci fosse un piano di lotta vera a tutti i livelli contro la mafia.

+Francesco – Advisor in Russia 

Ridefinizione al ribasso di tutte le spese obbligatorie, che oggi in Italia si prendono la maggior parte dello stipendio. Non sentire più la frase: “sei molto bravo, ma sei troppo giovane per questa posizione… ci sono persone che sono qui da più tempo di te”.

+Michele, professore universitario, Francia 

Tornerei in Italia se vedessi che finalmente nel mondo del lavoro le abitudini cambiano. Che il merito e la competenza hanno la meglio sulle spintarelle e gli amici degli amici. Inoltre, ci vorrebbe più attenzione a ricerca e sviluppo.

TALENTI IN ITALIA: UN MOTIVO PER RESTARE…

+Alice 

Io vivo in Italia, resterei se vedessi che, una volta che il candidato ha risposto ad un annuncio di lavoro, l’azienda lo convocasse per un colloquio.

+Emanuele, 24enne ingegnere edile, Napoli 

 Proporrei un serio indirizzo ministeriale sul modo di fare didattica, che aiuterebbe molto gli studenti a stare “nei tempi”. Vi assocerei un sistema di tassazione universitaria all’inglese, in cui il costo annuale del corso di studi è fisso, e vengono elargiti prestiti statali agli studenti che ne fanno richiesta, i quali li restituiranno una volta entrati nel mondo del lavoro. Inoltre obbligherei gli atenei a pubblicare annualmente -e prima del periodo di iscrizione- statistiche sull’età media dei propri laureati, sul tempo richiesto per conseguire il titolo e sulla votazione media in base al numero dei mesi impiegati per conseguire la laurea.

Suggerirei anche di istituire dei compensi minimi obbligatori e di legarli alle tariffe consigliate dai relativi ordini o collegi professionali.

Infine, proporrei di creare un portale internet in cui tutte le imprese, i professionisti e gli enti possono pubblicare le loro offerte, suddivise per settore professionale e area geografica.

+Marco, presidente di AGILA, Attivi Giovani Laureati 

Secondo la mia modesta esperienza, affinché i giovani all’estero tornino e i giovani italiani non partano occorrerebbero: Fiducia / Idee e volontà / Centri per “coltivare” le idee/creatività / Soldi per realizzare le idee / Trasparenza, Serenità e Risultati

+Michela – Style Office Manager / Senior Product DesignerVorrei che si rompessero quei pregiudizi nei confronti dei professionisti nell’ambito del design creativo, dell’arte e della comunicazione: non siamo solo mucche da mungere o gente che vive di sogni! Siamo professionisti veri, che analizzano la realtà e ne colgono le sfumature e i segni nascosti, per trasformarli in prodotti, parole ed immagini. Solo con il riconoscimento sociale della mia professione, che per mezzo della creatività crea valore e ricchezza, potrei trovarmi a mio agio in questo Paese. La creatività dovrebbe essere percepita come uno dei motori di sviluppo dell’Italia.

+Marco, da Ascoli Piceno 

Tre proposte:

PIAZZARE AL POSTO GIUSTO LA PERSONA GIUSTA, per mezzo di CONCORSI PUBBLICI TRASPARENTI

E-LEARNING, quale stimolo a dimostrare motivazione e competenza

RENDERE PUBBLICA, IN TEMPO REALE, LA PRESENZA SUL POSTO DI LAVORO DEI DIPENDENTI PUBBLICI

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