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Un’Italiana al Louvre

Prosegue anche oggi la “sfilata” di talenti di eccezione, nel mese della ripresa autunnale di “Giovani Talenti”: oggi tocca a Claudia Ferrazzi, 35enne amministratore generale aggiunto al Louvre di Parigi. Siete stupiti di trovare una giovane italiana, donna, madre, alla casella numero 3 del più prestigioso museo al mondo?

In questa appassionata missiva da Parigi, Claudia ci spiega cosa la trattiene in Francia. Cosa la motiva, giorno dopo giorno, ad essere civil servant per una istituzione così prestigiosa. Sarebbe possibile -qualcosa del genere- in Italia?

“Una volta selezionata, non ho potuto resistere… il Louvre è una struttura incredibile e unica per un profilo come il mio: riceve il 50% delle sue risorse dalla sovvenzione pubblica, cosa che gli permette di realizzare delle attività che non esisterebbero, se fossimo completamente privati. Il resto lo cerchiamo altrove. Biglietteria, risorse commerciali, editoria, sponsors e mecenati, gestione delle diverse concessioni nel palazzo e nei giardini delle Tuilerie, che gestiamo dal 2006 fino a Place della Concorde.

Insomma, il Louvre non mi appassiona soltanto per la sua collezione unica al mondo e per i suoi 13 km. di gallerie, ma anche per la sua gestione, per il fatto che non si può permettere di rimanere statico a spolverare le sue opere. Ed è proprio qui che il Louvre è un esempio interessante di un’istituzione che sa attrarre profili molto diversi, che potrebbero fare una bella carriera altrove, in settori che possono sembrare più rivolti al futuro rispetto al “polveroso” settore museale e della storia dell’arte. E’ un’istituzione che ha saputo rimanere al ritmo con il suo tempo, che si è sempre impegnata per non addormentarsi sugli allori, che si è rimessa in dubbio molte volte e che continua a farlo: come democratizzare l’accesso alla cultura? Quale equilibrio tra esigenza scientifica e divulgazione? Come fare del museo uno strumento di sviluppo culturale, ma anche economico? Come assicurare un'”esperienza museo” unica e emozionante a ciascuno dei nostri visitatori, quando passano nelle sale 40mila persone al giorno? Come attirare i giovani? Quale ruolo nel mondo per un’istituzione universale come il Louvre? Come può un’istituzione museale impegnarsi nella societá, nelle sue battaglie, e contribuire al benessere generale? Insomma, sono domande profonde e universali, che appassionano gente come me, che si interessa a come far vivere dei servizi pubblici di qualità, diminuendo (o almeno senza aumentare) le disuguaglianze reali. Nonostante si tratti di un museo che ha 219 anni, queste domande ce le poniamo quasi tutti i giorni… Insomma, un’eterna giovinezza”.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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