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L’umanista che lavora alla City

Storia che racchiude al suo interno tante altre storie, quella di Alessandra Riccardi, 32enne Business Development Consultant alla RBS di Londra. La storia della giovane neolaureata umanista, che nessuno voleva, in Italia. La storia della giovane neolaureata, nella quale una banca straniera intravede un potenziale – nonostante l’assenza di un qualsiasi background finanziario. La storia della laureata con esperienza internazionale, che scala rapidamente le posizioni in una delle più importanti banche britanniche. La storia della professionista affermata, che non riesce -pur con tutte le sue esperienze pregresse- a tornare nel Belpaese. Potete avere un piccolo assaggio della storia di Alessandra, che vi raccontiamo oggi a “Giovani Talenti”, nella sua autopresentazione, scritta per i lettori del nostro blog:

“Sono quasi sei anni che cerco di tornare in Italia, ma non ho avuto molta fortuna.

Dopo aver lavorato quattro anni in Olanda, adesso risiedo a Londra . Le opportunita’ di lavoro sono notevoli, e sono veramente felice di aver avuto la possibilita’ di imparare cosi’ tanto. Mi sono laureata in Lingue e Comunicazione: ho sempre desiderato lavorare in un ambiente internazionale e stimolante.

Subito dopo la laurea sono stata contattata da un’agenzia di recruitment olandese, che cercava madrelingua italiani con ottima conoscenza dell’inglese. L’opportunita’ sembrava elettrizzante, e siccome tutti i miei colloqui a Roma erano stati un fiasco, sono partita con l’obiettivo di rimanere un solo anno. Da allora ne sono passati quasi sei. Nel giro di un anno ho avuto tre promozioni, aumenti di stipendio e riconoscimenti. Negli anni seguenti ad Amsterdam sono diventata un’esperta di Cash-Management e Liquidity presso la Royal Bank of Scotland (ex-ABN AMRO).

Vedi subito la differenza di mentalita’ se consideriamo che il mio livello di conoscenza di questo settore era pari a zero: l’azienda ha comunque visto molto potenziale in me.

All’estero vogliono vedere i risultati, non importa quanti pezzi di carta tu abbia in mano, per questo nel giro di due mesi mi hanno fatto firmare un contratto a tempo indeterminato.

Dopo tre anni passati a cercare di scappare da Amsterdam, alla fine ho avuto un po’ di fortuna, e hanno accettato la mia candidatura per una posizione manageriale a Londra. Nel giro di tre mesi mi sono trasferita in UK: adesso lavoro nella City come consulente per i clienti corporate piu’ influenti del pianeta. Nonostante la vita frenetica di Londra, le mille attrazioni e l’ambiente ispirante, mi sono stancata della vita che faccio. Ogni mese fare avanti e indietro Londra-Roma (o, prima, Amsterdam-Roma) per stare vicina alla mia famiglia, dosare il tempo con il contagocce e perdermi compleanni, matrimoni… o semplicemente la vita delle persone che amo. Alla fine quello che conta e’ svegliarti e sentirti a casa, essere parte della tua casa, con quei piccoli rituali che fanno parte di te e della tua storia.

Quando sono partita avevo 26 anni ed ero piena di entusiasmo: adesso ne ho appena compiuti 32, e -nonostante non si noti la differenza- dentro di me mi sento esausta.

Ho dovuto rinunciare a moltissime cose per inseguire la mia indipendenza e non deludere me stessa e la mia famiglia. L’esperienza che ho vissuto e le persone che ho conosciuto mi hanno resa migliore, e mi hanno arricchito a livello emotivo e umano. E’ un bagaglio importantissimo che ognuno di noi dovrebbe portare con se’.

Adesso pero’ vorrei finalmente tornare a ”casa”: non nella casa in affitto, dove non so per quanto tempo rimarro’, dove non posso appendere quadri o dipingere i muri. Parlo della casa dove vorrei rimanere… e finalmente non partire piu’. Basta Ryanair, basta parlare in una lingua non tua, basta guardare il sole come se fosse un miraggio.

Sono disposta a tornare anche se vengo pagata di meno, se devo fare piu’ code alla posta e dovro’ regredire notevolmente sotto molti aspetti pratici. Ma con il mio ritorno spero di portare una ventata di aria fresca, di riuscire a trovare un lavoro e contribuire con quello che ho imparato. Si parte con un obiettivo piccolo, ma e’ sempre un inizio“.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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