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Il chirurgo che opera in Andalusia

Anche i giovani chirurghi lasciano l’Italia. Fenomeno forse meno conosciuto, rispetto ad altre professioni. Ma emerge con forza dalla lettera che ci ha scritto Paolo Fabiano, 38enne chirurgo al lavoro in un ospedale andaluso, nei pressi di Almeria. Paolo è il protagonista della puntata di oggi di “Giovani Talenti”. Così si presenta ai lettori del nostro blog:

“Mi chiamo Paolo Fabiano, sono medico e specialista in chirurgia generale. Ho studiato Medicina a Roma, poi ho fatto i sei anni di specializzazione – a metà tra Italia e Spagna. Ogni anno passavo all’estero dai 4 ai 6 mesi, per ottenere una formazione che altrimenti in Italia non avrei avuto. Finita la specializzazione ho vinto il concorso per il dottorato di ricerca, con una borsa di studio che mi ha permesso di passare sei mesi in Francia per una “fellow” in chirurgia laparoscopica con il Prof. Jean Louis Dulucq. Finita l’esperienza francese ho lavorato in Lussemburgo più di due anni con il Prof. Juan Santiago Azagra, prima con un contratto di medico in formazione, e poi come chirurgo di ruolo.  Sia il Prof. Azagra che il Prof. Dulucq sono due dei chirurghi più brillanti al mondo, ed e’ stata per un’esperienza che ha segnato profondamente il mio cammino professionale.

Ho provato quindi a lavorare a Roma, ma dopo 3 mesi sono dovuto ripartire: i concorsi pubblici nel Lazio  sono praticamente assenti, e c’e’ un altissimo numero di chirurghi presenti sul territorio.

Grazie ad un amico che avevo conosciuto a Bordeaux, sono tornato di nuovo in Spagna, in Andalusia. Lavoro da oltre due anni nell’ospedale di Huercal Overa, al confine nord dell’Andalusia, dove il mio capo è stato uno dei primi a cominciare la laparoscopia in Spagna. Rafael Rosado, il mio primario, mi vede come una risorsa, ho la responsabilità di effettuare tutti gli interventi più complessi, così io vivo la mia passione, e lui può entrare in sala operatoria molto meno e dedicarsi alla gestione.

In Italia invece a 38 anni sono visto più che altro come una persona scomoda, che ha imparato cose che altri -magari con 15 anni in più- non sono in grado di fare.

Per fortuna c’è sempre un’eccezione: da quest’anno è partita una collaborazione con l’ospedale di Tivoli, dove mi reco una settimana al mese per formare l’equipe di chirurghi nella chirurgia laparoscopica avanzata.

Per il futuro non so davvero cosa dirvi: mi lascio aperte tutte le porte, anche lontane, dato che la crisi ci ha colpito tutti, italiani o spagnoli che sia: una crisi che chiamano economica, ma che è prima di tutto una crisi sociale di un sistema che è arrivato alla fine dei suoi giorni.

Ovviamente, da buon romano, ho sempre la speranza -un giorno- di tornare nella mia città, anche se non a tutti i costi: se riuscirò a trovare un posto di lavoro compatibile con le mie esigenze, sarei felice di tornare a casa. Dopo tanti anni in giro ti rendi conto davvero del valore della tua famiglia, di quando ti senti solo ed una carezza ti cambierebbe la giornata, e l’importanza dei tuoi amici di sempre, con i quali hai condiviso momenti irripetibili.

Mi piacerebbe un giorno poter dire: ho costruito qualcosa nel mio Paese, nella mia città, per la mia gente””.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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