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“Vivere in Italia è diventato un lusso”

Colpisce al cuore la lettera di Bettina, nostra ascoltatrice e Industrial Designer. Cervello in Italia, ma professionalità sempre più all’estero. Bettina non si limita a denunciare problemi, ma indica anche soluzioni. Questo è il vero valore aggiunto della sua lettera, che vi invito a leggere con attenzione:

“Buongiorno,

vi seguo con costanza e mi ritrovo nella maggior parte delle storie che sento.

Non so se la mia candidatura abbia senso, ma ci tengo a raccontare come riesco a sopravvivere, per ora, in Italia:

– sono designer. Il design italiano è apprezzatissimo all’estero, assolutamente sottovalutato in Italia;

– ho dieci anni di esperienza: in Italia non veniamo pagati, a meno di essere grossi studi o grandi nomi, continui a lavorare a “scopo promozionale” per farti conoscere, personalmente l’essere donna è stato un altro ostacolo;

– per guadagnare soldi in Italia io, come tanti altri professionisti, mi dedico all’insegnamento: quello per ora non viene sottovalutato;

– anni fa ho iniziato a lavorare con la Cina: sia dall’Italia, sia andando là per cercare contatti;

alle fiere cinesi ho trovato aziende che hanno creduto in me, e mi hanno subito affidato lavori importanti: solo mostrando il mio portfolio;

– segnalo che ho stretto la mano alla proprietaria di un’azienda molto grande: una donna, di circa 35 anni;

– i pagamenti sono puntuali, sempre meglio di quelli italiani, sono veloci nel prendere decisioni, tra il fine progetto e il prototipo passano massimo 6 mesi.

Nella sostanza, fisicamente sono in Italia, ma il mio cervello è impiegato per aziende estere… che poi, per assurdo, rivendono il frutto del mio lavoro alle italiane e alle tedesche.

Ho sentito che sollecitavate l’invio di spunti per evitare che i giovani fuggano dall’Italia. Premesso che avrei mille cose da dire, cerco di stringere:

– gli “stimoli” per far rientrare gli italiani all’estero: penso che siano controproducenti… una presa in giro per chi rimane. Dovrebbero rendere appetibile l’Italia per tutti, non solo per chi scappa;

– esperienza personale: lavoro con l’estero. I soldi che io guadagno con alcuni Paesi vengono SOVRAtassati. Ritengo che andrebbe fatto il contrario: faccio entrare soldi da altri Paesi in Italia, legalmente, con fattura, ci pago le tasse e arricchisco il mio Paese. Penso che l’Italia dovrebbe ringraziarmi per questo, non punirmi;

– che io sappia, ci sono aiuti per la vendita di prodotti italiani all’estero. Non c’è nessun aiuto per vendere le professionalità italiane all’estero: per esempio fondi per partecipare a fiere, per viaggiare, occasioni di incontro ecc.. Con Internet è possibile lavorare dall’Italia per altre nazioni: visto che l’Italia non è più in grado di fornire lavoro a sufficienza, penso sia una buona strategia aiutare gli italiani a trovare clienti all’estero per continuare a vivere nel nostro Paese. Invece è tutto affidato alla propria iniziativa, e al proprio masochismo nel continuare a vivere qua con le condizioni proibitive che ci vengono poste. Vivere in Italia è diventato un lusso“.

BETTINA

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