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Scusate il ritardo…

Chiediamo noi scusa alla nostra ascoltatrice Maria, per pubblicare così tardi la sua lettera sul “Manifesto dei Giovani Talenti“, che abbiamo chiuso e pubblicato a settembre. Maria ci ha scritto dalla Croazia, per fornire il suo personale contributo all’iniziativa. Aprendo una finestra su un Paese in procinto di entrare in Europa… dove le opportunità sembrano maggiori, rispetto alla Penisola. Ma Maria -un motivo per tornare- ce l’avrebbe. Ecco la sua lettera:

“Gentile redazione,

ho letto del “Manifesto dei Giovani Talenti” e vorrei raccontarvi la mia storia. Mi chiamo Maria, sono di Feltre, ho 32 anni e da otto vivo all’estero.

Appena laureata in Lettere, nel 2004, ho deciso di trasferirmi a Dublino, dove ho lavorato per Barclays, ma soprattutto per eBay.

Inaspettatamente ad eBay mi hanno subito firmato un contratto a tempo indeterminato: noi stranieri eravamo quasi tutti sotto i 30 anni, hanno investito molto su di noi e ci hanno fornito una formazione continua, oltre che molti benefits.

Poi, a fine 2006, sono tornata in Italia per motivi personali e li’ ho dovuto lavorare (quasi completamente in nero) in una scuola di lingue estiva. Poi sono stata chiamata per varie supplenze di Lettere nelle scuole superiori della provincia di Belluno.

In realta’ a Belluno si e’ chiamati spesso per supplenze, per cui non mi posso lamentare, in 6 mesi ho sempre lavorato. Il problema e’ la stabilita’: nell’insegnamento statale non c’è, per cui non ho voluto intraprendere il tortuoso (e costoso) percorso della vecchia SISS, né mi sono presentata per il concorso del TFA.

Non voglio arrivare a 40 anni ancora supplente e con un pugno di mosche in mano.

Nel 2007 ho trovato lavoro presso la scuola dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, in Croazia. Ormai vivo qua da cinque anni, e devo dire che mi trovo bene.

Lo stipendio non e’ dei piu’ alti, ma riesco a fare vari lavori extra: ho imparato il croato e ora traduco, faccio correzione di bozze per la piu’ grande casa editrice di Zagabria (per la quale ho anche scritto una grammatica italiana per le scuole superiori), e organizzo workshops e attivita’ varie per l’Istituto di cultura.

In Italia non avrei mai potuto dare spazio a tutte queste professioni (seppur da freelance), perche’ il mercato e’ saturo e soprattutto qui la mia laurea in Lettere e’ molto piu’ spendibile.

Con questo non voglio dire che la Croazia sia il paese della cuccagna, anzi! Solo che all’estero e’ piu’ facile trovare opportunita’ di lavoro, per lo meno nel mio campo. 

Non so se mi trasferiro’ ancora in qualche altro Paese, certo che difficilmente tornero’ in Italia (con mio grande rammarico). Nel mio Paese non saprei di cosa vivere e soprattutto non voglio che le mie capacita’ siano svalutate o sfruttate. Desidero crescere e fare nuove esperienze, dove la meritocrazia esiste.

Chiedevate un motivo per cui tornare: perche’ adoro l’Italia, e perche’ mi piacerebbe aiutare a risollevare la situazione. Standomene all’estero, mi sembra di salvare solo me stessa e di girare vigliaccamente le spalle alla mia terra”.

MARIA

 

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