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Un patto per i laureati

Proposte concrete. E’ ciò di cui abbiamo bisogno, per non piangere ogni settimana la triste litania di chi -giovane e qualificato- se ne è andato dall’Italia. Per mancanza di prospettive.

La proposta che ci invia Salvatore Corradi, presidente di Bachelor, va in questa direzione. Corradi propone un “patto generazionale” per aiutare i giovani laureati. Prossimamente gli chiederemo di parlarne in onda, per approfondirla.

Per il momento pubblichiamo la lettera che ci ha inviato:

“Egregio Dottor Nava,

in quanto presidente di un’azienda italiana focalizzata, da più di 15 anni, nella ricerca e selezione di neo e giovani laureati, ho sempre cercato di interpretare il mio ruolo sociale attraverso una costante attività di ricerca orientata ai problemi occupazionali giovanili. Per questo, in Bachelor, abbiamo creato un Centro Studi in grado di fornirci analisi e dati precisi e puntuali.

Proprio da tale attività di ricerca, negli ultimi mesi emerge che, dall’approvazione della riforma Fornero, per i giovani laureati non è ancora cambiato nulla e nessun miglioramento si profila per i prossimi trimestri. Sul totale degli annunci di lavoro per laureati, più della metà sono ancora stage (per cui, oltretutto, mancano dati ufficiali rispetto ad un successivo inserimento nelle aziende). E spesso sono rivolti a ingegneri ed economisti che, storicamente, hanno sempre avuto meno problemi degli altri a trovare un’occupazione.

Ma il vero nocciolo della questione è rappresentato dalla “generazione di mezzo”. Ovvero i laureati che si sovrappongono sia a quelli che li hanno preceduti (e che spesso non hanno ancora un impiego), sia a quelli che li seguiranno. In parole povere, il problema riguarda soprattutto coloro che non possono più fare stage e che vengono tagliati fuori dal mercato del lavoro e dalle sue riforme. L’apprendistato, di fatto, appare come uno strumento ancora poco utilizzato e poco compreso dalle imprese.

Ecco perché, in questo momento difficile, ritengo doveroso che il tessuto sociale italiano si faccia avanti con delle idee capaci di andare al di là dei tecnicismi e delle prese di posizione ideologiche.

In questo senso la proposta della quale mi faccio portavoce è un patto per le nuove generazioni di laureati.

Un patto tra fisco, previdenza e parti sociali, che sfoci in un “contratto di congiuntura” da applicare solo in caso di crescita del PIL inferiore all’2%, volto a creare uno shock positivo in termini di nuovi inserimenti. In sostanza, da una parte il fisco rinuncerà a tassare, e dall’altra Inps ed Inail non monetizzeranno il carico contributivo. Il soggetto avrà la garanzia di uno stipendio minimo di 1.000 euro al mese, incrementabile nel tempo, e di un contratto triennale, pur avendo la possibilità di cambiare azienda quando vorrà. L’impresa potrebbe, così, riaprire le porte ai giovani mentre il sindacato vedrebbe, comunque, mantenute le tutele normative previste dalla contrattazione di secondo livello. Non ultimo, il sistema universitario tornerebbe a svolgere la sua funzione, offrendo maggiore possibilità di sbocchi per i propri laureati.

Si tratterebbe, dunque, di una via che permetterebbe di azzerare il cuneo fiscale per tre anni e di inserire risorse nel ciclo economico, con una positiva influenza anche sui consumi. L’alternativa è mantenere il costo sociale di soggetti che, nella migliore delle ipotesi, sono e saranno dei “non contribuenti” mentre si accresce la dissipazione di capitale umano. Personalmente ritengo sia doveroso creare stimoli artificiali, anche se non assistenziali.

Non esiti a considerarmi a Sua disposizione per approfondire il tema e, nel frattempo, voglia gradire il mio personale saluto”.

Bachelor Selezione Neolaureati

Salvatore Corradi, Presidente

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