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Gli “expats” possono cambiare l’Italia?

Ha risposto al tema del mese di novembre il nostro ascoltatore Francesco da Parigi, uno tra le migliaia di giovani expats che si sintonizzano settimanalmente dall’estero su “Giovani Talenti”. Il tema di quel mese era: “E’ auspicabile un rinnovo della classe dirigente italiana, attraverso i giovani professionisti attualmente all’estero? Merito, innovazione e trasparenza: solo loro possono “importare” in Italia queste regole-base del cambiamento?”

Questa la risposta di Francesco:

“E’ da un po’ che son venuto a conoscenza, con piacere, del blog. Oggi, leggendo la newsletter, due cose ho sentito particolarmente vicine:

1) La storia di Lara Zanella, in quanto anch’io mi trovo a Parigi, dove vivo di maniera stabile dal 2008 e lavoro come Business Development Manager in CLS Communication, gruppo mondiale di servizi liguistici. Ma mi ritengo doppiamente fortunato in quanto qui ho trovato anche l’amore (grazie all’Eramus nel 2006), dall’anno scorso sono sposato ed ormai mia moglie è bilingue;

2) Il tema del mese di novembre: la cosa più interessante è che, pur non leggendo il blog da circa un annetto lo ammetto, nella mia mente si faceva strada in parallelo il pensiero del tema del tuo blog del mese di novembre: “potrebbero gli espatriati rinnovare la politica italiana?” Secondo me sì, anche se in parallelo ci dovrebbe essere una completa riforma delle istituzioni troppo vecchie e corrotte…

Mi piacciono anche gli aggettivi o meglio i valori che hai posto per raggiungere tale obiettivo: 

1) Merito: mi ricorda il principio istituito dall’allora Preside della Facoltà di Economia dell’università di Benevento, di creare il premio per i tre migliori studenti dell’anno o il merito non calpestato di chi lavora all’estero;

2) Innovazione: linfa vitale delle imprese ma non solo, anche attraverso un ponte tra formazione e realtà imprenditoriale. Ci pensavo anche quando nel 2007 con altri due colleghi creammo un evento chiamato TCD2007 (Tourism Career Days), due giorni di contatto tra laureandi/laureati/esperti ed imprese turistiche (ne vennero 15 nella sconosciuta Benevento anche da Milano);

3) Trasparenza: penso al principio che cercai di far passare come presidente del consiglio degli studenti dell’università di Benevento, per rendere visibili da un lato i rappresentati degli studenti, le istituzioni di rappresentanza e soprattutto il loro operato. Questo è molto importante per evitare la corruzione: dovrebbe essere fatta una legge ad hoc per la PA, le imprese, le associazioni e tutti i meta soggetti dello Stato”.

FRANCESCO

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