Radio24 | Il Sole 24 ORE

La soluzione? Tabula rasa della vecchia classe dirigente. Lettera dagli USA

Ha le idee molto chiare Raffaele, ricercatore italiano negli Usa. Ricercatore emigrato, lasciandosi alle spalle un mondo accademico tricolore dominato da gerontocrazia, raccomandazioni e favoritismi. Negli Stati Uniti, come è accaduto ad altre migliaia di giovani come lui, il giusto riconoscimento per il suo talento e le sue capacità non ha tardato ad arrivare.

Raffaele partecipa anche, con proposte concrete, ad una delle più recenti discussioni lanciate in onda a “Giovani Talenti”:

“Mi chiamo Raffaele, sono attualmente impiegato in qualita’ di Postdoc in Fisiologia Iperbarica presso la University of South Florida di Tampa, in Florida. Siamo assunti direttamente dalla Marina Militare Americana (Office of Naval Research) e da DAN (Divers’ Alert Network), una compagnia assicurativa per sub. Il nostro compito e’ risolvere problemi legati alla tossicita’ dell’ossigeno a livello del sistema nervoso centrale durante immersioni profonde in missioni di attacco, difesa e salvataggio da sottomarini.

Un amico mi ha inviato il link relativo al Suo articolo: “Una Marketing Manager sotto la Tour Eiffel“. Non posso fare altro che condividere l’esperienza di Lara Zanella.

Nella mia situazione, non soltanto sono dovuto partire per poter proseguire sulla “strada” intrapresa in maniera decente (sia da un punto di vista di meritocrazia che di stipendio), ma ho purtroppo dovuto lottare, a causa di problemi con il mio vecchio gruppo di ricerca in Italia. Perche’ ho dovuto lottare? Perche’ la meritocrazia in Italia non ha modo di esistere. Troppi anziani professori ricoprono cariche che dovrebbero essere ricoperte per principio da giovani. Cosi’ facendo, a causa della scarsezza di fondi che il nostro Paese devolve alla ricerca scientifica, questi professori decidono di “agevolare” i propri cari/familiari/prediletti, al fine garantire loro uno stipendio “sicuro”.

Ecco perche’ coloro i quali vogliono avere una minima speranza di poter continuare ad esercitare la professione di ricercatore se ne vanno all’estero. Nel mio caso personale, non avrei mai potuto mirare agli obiettivi che sono riuscito a raggiungere qui, se fossi rimasto in Italia.

L’altro motivo per il quale mi e’ toccato “alzare la voce” contro il mio vecchio supervisore italiano e’ che mi e’ stato letteralmente soffiato il lavoro svolto durante i 4 anni del mio dottorato di ricerca. Questo aspetto e’ imperdonabile, e pertanto io non sono minimamente intenzionato a comunicare con la mia “boss”.

Per rispondere alla domanda: “E’ auspicabile un rinnovo della classe dirigente italiana, attraverso i giovani professionisti attualmente all’estero? Merito, innovazione e trasparenza: solo loro possono “importare” in Italia queste regole-base del cambiamento?”, posso dirle che per quanto ne sappia io, la soluzione piu’ radicale sarebbe quella di rimpiazzare integralmente la vecchia classe dirigente con giovani dalle idee chiare e le capacita’ pronunciate.

– La prima cosa da fare sarebbe ridurre drasticamente il numero dei parlamentari.
– La seconda modifica sarebbe quella di tagliare considerevolmente i loro stipendi, auto blu, cellulari e laptop gratis, voli, e spese varie.
– La terza cosa da fare sarebbe monitorare la gestione di questi soldi e renderla limpida e controllabile da parte di tutti i cittadini, in qualsiasi momento. Il grosso problema economico risiede nel fatto che la classe dirigente riesce sempre ad accaparrarsi una “fetta” in piu’, e questo e’ inaccettabile, specialmente nelle condizioni in cui il nostro Paese si trova al momento.
– La quarta modifica consisterebbe nel rendere il turn-over delle cariche politiche piu’ ridotto. In altre parole, governare il Paese non vuol dire avere un lavoro a vita. E’ un momento in cui si abbandona temporaneamente il lavoro che si stava svolgendo e ci si dedica alla politica. Una volta finito il mandato, TASSATIVAMENTE si ritorna al lavoro precedente o se ne cerca un altro.
– La quinta caratteristica da tenere in considerazione dovrebbe essere la meritocrazia, componente cruciale ai fini del corretto funzionamento della struttura politica. Non piu’ favoritismi, figli/nipoti di papa’, ecc.

So che queste considerazioni sono molto generiche, ma spero possano fornire un’idea riguardo alla mia riflessione.

Cordialmente”,

RAFFAELE

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.