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Un Veterinario in Francia

Anche i giovani veterinari emigrano. Oggi a “Giovani Talenti” la storia di Alessandro Vischi, 34enne veterinario ippiatra, in procinto di tornare in Francia. Alle spalle, lascia ben due tentativi di “controesodo” in Italia. Alessandro ha scoperto -suo malgrado- come il suo Paese sia ancora ostile a riaccogliere i suoi figli dall’esperienza più internazionale. E con la mentalità più globale.

Alessandro si presenta così ai lettori del blog di “Giovani Talenti”. Da noi tanti auguri di Buona Pasqua!

“Per la seconda volta sono tornato in  Italia, e per la seconda volta sto facendo le valigie per ripartire. Sono un medico veterinario ippiatra  (mi occupo di cavalli). Subito dopo la laurea sono emigrato in Belgio, per fare un anno di specializzazione. Non volevo fare stage gratuiti o -nella migliore delle ipotesi- essere sottopagato in nero presso qualche veterinario, come la maggior parte dei miei colleghi neolaureati. Ho lavorato presso la clinica equina dell’Università di Liegi per 16 mesi,  facendo un’esperienza che in Italia non avrei mai potuto nemmeno sognare. Al mio rientro ho cominciato un PhD. presso la clinica equina dell’Università di Milano. Ho pensato di essere una risorsa per la Facoltà, ma la mia visione delle cose era profondamente cambiata. Mi sono trovato impantanato nell’immobilismo universitario italiano. Ho così deciso di cercare un’opportunità in Francia, dove sono stato assunto in una clinica privata. Scaduto il contratto sono tornato in Italia, con la convinzione di restare, e con l’intenzione di associarmi con uno o due colleghi e -nell’arco di 2-3 anni- creare una nostra clinica. Questo è stato il secondo errore. E’ impossibile creare da noi una struttura che abbia come modello  quelle presenti in Francia e Belgio.La crisi ha ovviamente il suo peso, ma la cosa più triste è la mancanza di prospettiva che caratterizza i giovani veterinari italiani. Tra dieci giorni andrò a lavorare presso la clinica equina dell’Università di Tolosa, in Francia. Finalmente ritroverò il piacere di fare il mio lavoro: il riconoscimento economico e professionale. Mi dedicherò alla formazione di giovani veterinari francesi ed alla attività clinica, con la sgradevole sensazione di essere una risorsa persa per l’Italia e sentirmi un po’ vigliacco per aver abbandonato la barca che affonda…

Fino ad oggi ho fatto il pendolare tra il desiderio di stare nel mio Paese, accanto ai miei cari, e la realizzazione professionale. Forse riuscirò a conciliare le due cose: per il momento continuo con Champagne, rugby e baguettes”.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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