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Lavorare nel Turismo a Washington DC

Vi siete mai chiesti perchè l’Italia in poco più di 40 anni abbia perso ben quattro posizioni nella classifica mondiale delle mete turistiche, scivolando al quinto posto? Forse perchè, oltre a non avere una chiara strategia di promozione e accoglienza turistica, abbiamo perso per strada anche quei giovani professionisti che ci avrebbero potuto aiutare a mantenere le posizioni? Il dubbio viene, ascoltando e leggendo la storia di Letizia Sirtori, 32enne International Tourism Sales Manager all’ente del turismo di Washington DC. Letizia si presenta così ai lettori del blog di “Giovani Talenti”:

“Sono Letizia, ho 32 anni, vivo negli Stati Uniti dal 2005, ma ho lasciato l’Italia da molto piu’ tempo, passando dall’Europa, dall’Africa e dal Messico. Laurea quadriennale ottenuta in Italia, doppio Master ottenuto in America e poi un lavoro che mi ha aperto molte porte.

Il mio background e’ legato al settore del turismo, che e’ una passione.

Il primo lavoro e’ arrivato dall’Italia, ma quello per me e’ sempre stato un modo per arrivare agli States, un sogno che avevo fin da ragazzina. La Florida International University, presso la quale ho ottenuto i miei due Master, mi ha permesso di studiare e lavorare, offrendomi una piccola borsa di studio che ha aiutato a pagare le spese.

Al master sono seguite immediate offerte di lavoro e trasferimento in una nuova citta’ – Washington, DC: dopo una prima esperienza di tre mesi presso l’ente ufficiale di promozione del turismo Americano – U.S. Travel Association – , ho ottenuto un’offerta lavorativa presso la mia attuale azienda americana. Destination DC, che e’ l’ente ufficiale per la promozione del turismo della capitale americana. La prima promozione e’ arrivata dopo sei mesi, solo per merito.

Vorrei tornare, ma ogni volta che ci provo sembra che a nessuno interessi davvero avermi. Ho provato a contattare attraverso diversi canali enti del turismo in Italia (a tutti i livelli), ma senza risposte positive, nonostante lo stupore per avere un’italiana a rappresentare la capitale americana – e non l’Italia.

Non mi ritengo speciale, come me ce ne sono tanti, ognuno con una storia diversa ma con un medesimo filo conduttore. Siamo quelli che hanno avuto le palle di andare via, di rischiare e di restare in un Paese che non e’ il nostro, che ci considera “foreigners”, ma che dal punto di vista del lavoro e della carriera sicuramente e’ pronto ad investire anche tanti soldi, perche’ riconoscono che la nostra preparazione e’ nettamente superiore a quella dei loro studenti locali“.

Vi aspetto alle 13.30 (CET) sulle frequenze di Radio 24 – Stay tuned!

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