Radio24 | Il Sole 24 ORE

Moving to Detroit!

Ready to go! A “Giovani Talenti” scrive non solo chi desidera espatriare, o è già espatriato: testimoniamo in presa diretta anche chi sta lasciando -proprio in queste settimane- il Paese. E’ il caso di Marta, la nostra ascoltatrice in procinto di seguire il marito negli Usa, a Detroit. Per provare a ricominciare. Lasciandosi alle spalle un Paese che ha finito di promuovere ogni sana valorizzazione del talento. Un Paese fatto solo di chiacchiere…

“Buongiorno,

mi chiamo Marta, ho 30 anni e sono in partenza per gli USA, Detroit Area per l’esattezza. Il motivo? Diciamo il talento… di mio marito.

Trentenne come me, una laurea triennale in informatica, un paio di stage RETRIBUITI (mica come quelli che ho svolto io gratis et amoris Dei) e il lavoro trovato nel settore dell’automotive. Dapprima come consulente di una società esterna “dislocato” all’interno di una grande azienda del settore, poi assunto in quella stessa azienda, dove si è guadagnato in qualche anno la stima e la benevolenza di capi, capi dei capi e di quelli sopra di loro. Certamente perchè vale.

Beh, non pecco di vanità se ammetto che anche io sono considerata un talento. Anzi, ero IL talento a scuola, all’università e anche ora nella società di PR e Comunicazione in cui lavoro ormai da quasi cinque anni, grandissime soddisfazioni e ricompense (personali), e pochissime dal punto di vista della remunerazione e dell’avanzamento di carriera (formale, perchè in via informale il carico di responsabilità è via via aumentato sino a divenire il braccio destro del Capo Divisione), cosa che non mi dispiace affatto in quanto mi ha consentito di crescere moltissimo sul piano professionale.  

Ma, dopo l’ennesima promessa di aumento di livello, ovviamente non mantenuta, l’ennesima mia presentazione ai boss globali della società quale “talento” su cui puntare in vista di un’integrazione delle competenze a livello worldwide etc., anche questo non mantenuto, eccetera eccetera…

Quando mio marito ha ricevuto la proposta di “espatrio temporaneo” per un paio d’anni in zona Detroit… non me lo sono fatta ripetere due volte: “io mollo tutto e lo seguo”! Lascio un contratto a tempo indeterminato, uno stipendio certamente migliorabile ma comunque accettabile, una garanzia sul futuro in cambio di… non lo so.

Non lo so, è vero, ma so che sono elettrizzata all’idea di rimettermi in gioco, di ricominciare tutto da zero, di mettere alla prova le mie competenze “lobbistiche” nel paese in cui la lobbying è nata e in cui è ancora sinonimo di democrazia.

Non mi spaventa andarmene da un Paese in cui la tua società si scusa per non poterti ancora dare l’aumento che ti aveva promesso, ricordandoti -allo stesso tempo- che “di questi tempi ci sono un sacco di persone della tua età ancora disoccupate”.

Non mi spaventa andarmene da un Paese dove se vuoi far carriera un figlio te lo scordi almeno fino ai 40 anni. Non mi spaventa. Anzi, è il Paese stesso che mi dà la carica per andarmene.

Se vi farà piacere, vi terrò aggiornati. Magari con qualche “chicca” da Detroit!”

MARTA

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.